Sanremo 2017: Francesco Gabbani vince la kermesse

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Sanremo 2017: Francesco Gabbani vince la kermesse

La sua “Occidentali’s Karma” magnetizza l’Ariston e, soprattutto, il pubblico di giovani.

Occidentali’s Karma” di Francesco Gabbani (autore anche del testo); “Che sia Benedetta” di Fiorella Mannoia (scritta da Erika Mineo e Salvatore Mineo); “Vietato Morire” di Ermal Meta. Questo il podio finale della 67^ edizione del Festival di Sanremo. E nessuna meglio dei tre brani avrebbe potuto descrive le caratteristiche peculiari della kermesse in questo 2017. La critica sociale, con una parodia divertente della società moderna con la canzone vincitrice di Gabbani “Occidentali’s karma”; l’inno alla vita di Fiorella Mannoia, per l’attenzione data alla capacità di lottare, reagire, non mollare mai, resistere e combattere per i propri sogni, perché la vita vale sempre la pena di essere vissuta sino infondo, sempre e comunque, nonostante le difficoltà, i periodi bui o grigi, con tutti i suoi alti e bassi, perché poi arriva il momento in cui ci sa sorprendere. Sin dalla prima puntata si è voluto dare un messaggio di coraggio, di speranza e di fiducia nel domani, in un futuro migliore possibile. Gratificando l’impegno di chi lotta per proteggere l’altro e la sicurezza di tutta la comunità civile, come le forze dell’ordine (non a caso, come un cerchio che si chiude, nell’ultima puntata presenti polizia e carabinieri come nella prima vi erano stati all’Ariston le altre forze armate). La loro non è tanto una missione o un lavoro, ma una passione e un privilegio che permette di avere la responsabilità di un ruolo sociale importante (soprattutto in questo momento in cui regna una sorta di “clima del terrore terroristico”). Infine il contrasto ad ogni forma di violenza (di genere o meno), anche tra le mura domestiche: perché “l’amore non colpisce in faccia mai” e “l’amore non è violenza”, come canta Ermal Meta. In questo speculare il richiamo di Geppi Cucciari, nel suo appello contro la violenza di genere, con la solidarietà espressa a Virginia Raggi (“alla donna non alla sindaca”): che sia lei il prossimo anno ad occupare la vetrina comica, con lo spazio dedicato che hanno avuto prima Virginia Raffaele e poi Maurizio Crozza?

E, in ambito sociale, l’ultima puntata Sanremo 2017 non poteva cominciare meglio che con l’esibizione di una band rock di diversamente abili, i Ladri di Carrozzelle, “i veri campioni della vita” come li ha definiti Conti, perché nessuno più di loro pensa e dimostra che “la musica è vita”. In grado di provarlo con auto-ironia nell’esibizione della loro canzone “Stravedo per la vita”: “Carlo ti scendo le scale anche ad occhi chiusi”, ha detto uno di loro non vedente. Ci si può inchinare solamente di fronte a tale alta forma di dignità.

Un Festival di “freschezza” tra tradizione e innovazione. Se la novità maggiore è venuta da Francesco Gabbani (vero personaggio rivelazione del Festival), tanto che ha ricevuto anche il premio Tim Music per la musica in streaming più ascoltata in digitale sull’omonima piattaforma web: “un premio per celebrare la musica del futuro, in continua evoluzione, con l’icona di una cantante come Mina che ha sempre saputo rinnovarsi”, è stata la motivazione. La sua forza, infatti, è stata probabilmente la capacità di intercettare i gusti dei più giovani e degli internauti (all’epoca delle tecnologie e di Youtube, con la youtuber Greta presente nella giuria di qualità che esprimeva il 30% dei voti). Per lui l’augurio migliore è stato l’“in bocca al lupo” nel video messaggio inviatogli da Rosita Celentano: “resta sempre così genuino e spontaneo”. Non sono mancati altri riconoscimenti: premio per i 55 anni di Carriera a Rita Pavone, che ha cantato magistralmente “Cuore”; premio miglior testo a Fiorella Mannoia; Premio della Critica Mia Martini a Ermal Meta; Premio per il miglior arrangiamento ad Al Bano per la sua “Di rose e di spine” (esclusa tra i fischi); Premio Sala Stampa Lucio Dalla sempre alla Mannoia per “Che sia benedetta”. Se, pertanto, la parola che meglio lo descrive è “modernità” per Andrea Morricone (nella giuria di qualità), non sono mancati una parodia di “C’è posta per te”, con la storia di Maria rivisitata simpaticamente da Geppi Cucciari nei panni della De Filippi. Se il programma della presentatrice, che tanti sabati sera ha caratterizzato il palinsesto di Canale Cinque, in tale maniera è approdato su Rai Uno, anche Carlo Conti non poteva esimersi dal cimentarsi nei suoi “Noi che” (rivisitati per la circostanza in “Io che”) per ringraziare la straordinaria compagna di viaggio e amica Maria De Filippi, che è stata a suo fianco: “io che sono figlio unico ed ho trovato una sorella” uno su tutti, ha detto per esprimere il forte affetto e la stima reciproca che li ha legati. Si sono aiutati e sostenuti a vicenda, perfettamente complementari ed affiatati alla conduzione di un Festival in cui c’è stata solamente una trionfatrice assoluta. A fare l’eclatante rivelazione, durante la lettura della rassegna stampa finale nel collegamento dalla Sala Stampa, Rocco Tanica: leggendo l’oroscopo di Paolo Fox, il segno zodiacale del mese svela che ha vinto unicamente “la buona musica italiana”.  Ironia a parte, visto il personaggio, in realtà non è stato nulla di più vero. Ed ha primeggiato soprattutto l’umanità. Ḕ stato ancora Conti, leggendo dei messaggi di Papa Francesco, ad introdurre una canzone esclusa, ma che a suo avviso meritava di essere cantata qui a Sanremo 2017 e che, pertanto, è stata fatta ascoltare a tutti gli spettatori di questo 67esimo Festival: “Pace” di Amara e Paolo Vallesi. Un invito a trovare una pace duratura che porti serenità per ciascuno di noi. Per ricordare l’importanza di questa parola, corta quanto significativa, breve quanto pregna di peso specifico (morale, culturale, identitario), il presentatore ha letto due frasi del Santo Padre. Per dirla con il Pontefice: “il mondo è in guerra perché ha perso la pace”, ma “per costruire la pace occorre partire dai nostri posti, ovvero la famiglia, la parrocchia, l’oratorio”. La canzone dei due artisti ben insiste sul concetto di perseguirla con coraggio perché solo così, ricercandola e raggiungendola, ritrovandola pur nelle difficoltà, daremo un senso a questa umanità che ci circonda. Immancabile lo sforzo del conduttore nel portare avanti un impegno di sensibilizzazione sociale, eravamo certi che anche la band dei La Rua sarebbe stata fatta esibire, dato lo scalpore equivalente che destò a “Sarà Sanremo” (per la gara tra i giovani per sancire coloro che accedevano alla gara ufficiale delle Nuove Proposte) la sua eliminazione. Del resto il titolo del loro brano “Tutta la vita questa vita” era perfettamente conforme al clima del Festival.

In attesa di vedere probabilmente Francesco Gabbani all’Eurovision Song Contest a Kiev il prossimo maggio (come spetta di diritto al vincitore di Sanremo, a meno che non declini l’invito), ripercorriamo la carrellata di tutti gli ospiti in elenco dell’ultima puntata dell’edizione di Sanremo 2017.

Innanzitutto Zucchero: 30 anni di carriera, l’artista ha raccontato come è nato il duetto con Pavarotti in “Miserere” e la collaborazione con il tenore che ha portato a un’amicizia sfociata nella creazione del pluridecennale appuntamento di “Pavarotti&friends”. A lui il premio Asso Musica. Poi la 19enne star della moda e nuova compagna del regista e attore francese Vincent Cassel, Tina Kunakey. E ancora Giusy Buscemi, Alessandra Mastronardi e Diana Del Bufalo che hanno presentato al pubblico la nuova miniserie di cui sono protagoniste (per la regia di Riccardo Donna), che andrà in onda lunedì 13 e martedì 14 su Rai Uno: “C’era una volta Studio Uno”. Enrico Montesano, che Conti ha ospitato anche come giurato nel ‘suo’ “Tale e quale show” e che è ritornato a Sanremo dopo 14 anni. Geppi Cucciari e Alvaro Soler: 5 dischi di platino per “El mismo sol” e sette per “Sofia”, “il nome è di fantasia e si riferisce a una sua ex fidanzata” ha rivelato Maria De Filippi. Poi lo chef Carlo Cracco e l’imitazione di Massimo Giletti, nella conduzione della ‘sua’ “Arena”, da parte di Ubaldo Pantani. Carlo Conti, seppur intenzionato a lasciare, ha vinto anche quest’anno.