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Romacinemafest 2011: Trishna

Grande flop del Festival. Winterbottom perde l’occasione drammatica con i suoi dolori bollywoodiani

Una Tess of the D’Ubervilles trasportata nella provincia estrema dell’India contemporanea. Sulla carta ambizioso e seducente. Nei fatti spalmato di un’inquieta melassa in salsa bollywoodiana che cancella le ambiguità e le denunce sofisticate e amare del capolavoro di Thomas Hardy. Michael Winterbottom ci riprova con il suo schizofrenico Trishna, ma cade nel pozzo del non detto e getta al vento la più sussurrata ed erotica performance dell’incantevole Freida Pinto (The Millionaire, di Danny Boyle – 2008). Trishna è una giovanissima cameriera, che lavora per mandare avanti la numerosa famiglia, funestata da un incidente che immobilizza il padre. Costretta ma placidamente adagiata nelle costrizioni di una vita arcaica, Trishna cambia strada e lascia esplodere con dolcezza la propria volontà di ribellione quando incontra il ricco Jay, gestore della catena di mega alberghi del padre cieco ed eccentrico. Trishna segue Jay poi lo lascia confusa, abortisce, rifugge con lui a Bombay, assapora la metropoli e le sue profumate libertà e accetta infine di tornare ai vecchi riti quando il ragazzo, stanco della vita indipendente, vuole andare a dirigere uno degli alberghi di famiglia. Qui Trishna torna al suo ruolo di servizio e Jay la trasforma nella propria cortigiana. Winterbottom inizia turistico, poi tenta l’affondo sociale e la stigmatizzazione dell’incomunicabilità familiare imposta dalla gerarchia delle classi, quindi la complessità della condizione femminile tra tradizioni, passioni giovanili e possibilità decisionali inattese. Tuttavia non va oltre le differenza cromatiche e dimentica le relazioni psicologiche e culturali. Racconta dettagliato i giorni pigri del privilegiato Jay, fantoccio viziato e vizioso, e la sottomissione sofferta di Trishna, ma affoga i caratteri in silenzi interminabili e vuoti, fino alla svolta pulp e letteraria dell’epilogo. Un pasticcio ottimamente musicato dal compositore di Wong Kar Wai, che non rende il turbamento devastante dell’amore tradito né il conflitto paradossale e insuperabile dei luoghi comuni. Nei quali il regista cade vistoso uccidendo (due volte) Trishna/Tess.

TITOLO E CAST

Trishna

Regia di MICHAEL WINTERBOTTOM

Con Freida Pinto, Riz Ahmed, Harish Khanna

Regno Unito, 2011 – 117’

di Sarah Panatta