La gioia di pensare. Elogio di un’arte dimenticata

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La gioia di pensare. Elogio di un’arte dimenticata

Per fare ordine nella nostra esistenza dobbiamo ritrovare il tempo di ascoltare tutti i nostri pensieri. Ogni giorno.

In questo nuovo libro Vittorino Andreoli ci accompagna a scoprire i misteri del tempo vissuto: il passato che non c’è più, il futuro che non c’è ancora ma che è l’unico segno che abbiamo che la vita continuerà, e infine il presente che scompare perché proprio mentre ci si accorge di percepirlo è già consumato. Attraverso i suoi pensieri ordinati dalla casualità del vivere, Andreoli propone esercizi, suggestioni e consigli per mettere in ordine il tempo che passa. Scopriamo così che fare ordine nella nostra vita è un’attività necessaria che scaturisce dalla capacità di programmare, e quindi di immaginare, un futuro migliore di quel presente che si è appena consumato.

Viviamo in un tempo che ci distrae, in un empirismo che ci allontana con forza dalle occupazioni che sanno dare un senso alla nostra esistenza. Eppure questa deprivazione costante delle fonti essenziali di gioia può essere riconquistata ripristinando alcune semplici abitudini. La principale è senz’altro la feconda arte del pensare. Un esercizio a cui dedichiamo sempre meno energie e che proprio per questo impoverisce anche il nostro vissuto emotivo. Basterebbe poco per cambiare, per esempio tornando a usare quell’agenda che si è fatta virtuale, trascrivendo i nostri pensieri e trasformandoli in guida per il futuro.

 

Dopo averci insegnato a ritrovare “la gioia di vivere”, Vittorino Andreoli compie un ulteriore passo avanti con questo libro in cui coinvolge i lettori in un appassionante gioco di pensieri che attivano pensieri. A molti potrà sembrare strano che un semplice taccuino in cui si dispiegano i giorni dell’anno possa servire a compiere una rivoluzione così profonda. «Ciascuno di noi vorrebbe vivere meglio, almeno un po’ meglio, sognando il meglio possibile, e per questo c’è bisogno di programmare, di immaginare che cosa scrivere giorno dopo giorno in un’agenda dell’anno che è appena cominciato». Perché annotare i propri pensieri permette di ricollocarci a contatto con il nucleo interiore più profondo, anche quando sono pensieri indignati dalle notizie di cronaca. Pensare serve a capire meglio chi siamo, dove andiamo e dove trovano posto i nostri desideri più intimi. È per questo che l’arte di pensare deve essere coltivata come un giardiniere fa con i suoi fiori più delicati, per non dimenticare un talento così poco produttivo nell’immediato ma fondamentale per afferrare il futuro che sogniamo per noi.

La gioia di pensare. Elogio di un’arte dimenticata

Autore: Vittorino Andreoli
Editore: Rizzoli
Pagine: 434
Prezzo: 20€

VITTORINO ANDREOLI è uno dei maggiori psichiatri italiani. Le sue ultime opere saggistiche uscite per Rizzoli sono Il denaro in testa (2011), L’uomo di superficie (2012), L’ educazione (im)possibile (2014) e La gioia di vivere (2016). Tra i suoi romanzi ricordiamo L’uomo senza identità (2015) e La mia corsa nel tempo (2016).