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Italiano: maneggiare con cautela

E' più facile scrivere bene che scrivere male - Massimo Birattari - Ponte alle Grazie

E’ più facile scrivere bene che scrivere male”: un divertente corso di sopravvivenza linguistica per scoprire (o riscoprire) il piacere di scrivere in italiano

 Se l’avesse scritto il furbo e seguitissimo Allen Carr (l’autore del manuale per smettere di fumare più letto degli ultimi anni), si sarebbe intitolato “E’ facile usare l’italiano, se sai come farlo”. Invece a scrivere il libro di cui parliamo oggi, è Massimo Birattari, redattore, traduttore e copywriter, di nobile ascendenza (diplomato presso la Scuola Normale Superiore di Pisa) e di lunga esperienza sul campo, che nel 2002 aveva pubblicato la prima edizione di questo “corso di sopravvivenza” intitolato “Italiano: lo stile”.

Il concetto alla base dell’edizione aggiornata di questo divertente e utile manuale, in uscita a settembre per l’editore Ponte alle Grazie, è semplice ma potente: a dispetto di quanto crediamo, la maggior parte di noi utilizza poco e male la nostra lingua, anche al netto degli orrori grammaticali e ortografici che infestano libri, giornali e conversazioni.

Soprattutto nel linguaggio burocratico, ma anche nelle comunicazioni di lavoro o scolastiche, la tendenza è quella di complicare la sintassi e appesantire lo stile, con il risultato, spesso, di rendere incomprensibili o comunque inefficaci le nostre comunicazioni.

Eppure, ed è questa l’intuizione forte del libro, scrivere bene, cioè in modo chiaro ed espressivo, è più facile che scrivere male, perché non richiede sovrastrutture linguistiche e non comporta il rischio di impantanarsi nelle sabbie mobili di una lingua bellissima e però molto complessa.

Con molta ironia e leggerezza, l’autore suggerisce al lettore come non cadere nei tranelli di un uso incauto della lingua italiana, invitando ad un’opera di “sottrazione” e sfrondamento, per eliminare le zavorre che appesantiscono e inquinano l’utilizzo della lingua.

Gli otto capitoli in cui si articola il libro la dicono lunga sulle intenzioni programmatiche e sui princìpi cardine di questo atipico manuale di self-help: semplicità, chiarezza, precisione, leggerezza, ironia, eleganza, espressività, consapevolezza. Vi sembra poco?

La lettura è – ovviamente – agevole e per certi versi illuminante, perché ognuno di noi, in un modo o nell’altro, ha delle carenze di cui nemmeno si accorge, nella convinzione che la sola correttezza grammaticale sia una garanzia di uno stile pulito e disinvolto. Non essendo un manuale da addetti ai lavori, il libro si rivolge a tutti coloro che necessitano, per esigenze lavorative scolastiche o solo per proprio piacere, di scrivere – bene – in italiano. Impresa non semplice, ma ad elevato tasso di soddisfazione.

Titolo: “E’ più facile scrivere bene che scrivere male. Corso di sopravvivenza”

Autore: Massimo Birattari

Editore: Ponte alle Grazie

Pagine: 219

Prezzo: 16,00 euro

L’AUTORE

Massimo Birattari, diplomato (in storia) presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, è stato redattore di libri scolastici, traduttore (di Paul Auster, John Banville, Joseph O’Connor, Mordecai Richler, Vikram Seth), ghost writer. Oggi è consulente editoriale e copywriter pubblicitario. Tra i suoi libri, Italiano. Corso di sopravvivenza (Ponte alle Grazie 2010) e, per ragazzi, I rivoltanti romani (con Terry Deary, Salani 1998), I barbuti barbari (con Chicca Galli, Salani 2008), Vite avventurose di santi straordinari (con Chicca Galli, Rizzoli 2009) e Benvenuti a Grammaland (Feltrinelli Kids 2011). È il curatore di Io scrivo, corso di scrittura in 24 volumi del Corriere della Sera (2011).

di Angelina Di Fronzo