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Festa del cinema di Roma 2016: Naples ’44

Naples '44Francesco Patierno affida alla voce di Benedict Cumberbatch alcune tra le pagine più dolorose della storia italiana

Presentato nella Selezione Ufficiale della 11ma Festa del Cinema di Roma, Naples ’44 racconta la storia di una città che si piega ma non si spezza al volere di una guerra che la vorrebbe devastata, stuprata e distrutta e lo fa attraverso gli occhi e le parole del soldato inglese Norman Lewis, entrato a Napoli nel 1943 con la Quinta Armata Americana.

Durante la sua permanenza a Napoli, Lewis appunta su un taccuino tutte le sue impressioni, esperienze, curiosità e sono proprio le sue parole a guidare lo spettatore lungo il docufiction di Patierno, fatto di ricordi, immagini di repertorio e stralci di film del passato che si intrecciano magicamente a una Napoli contemporanea che in qualche modo non ha dimenticato (e certamente non può farlo) il suo passato.

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Nonostante l’indiscutibile pathos delle parole di Lewis, e il supporto vocale di Benedict Cumberbatch che le rende forti, violente, drammatiche come se avessero carne ed ossa, quello che sembra mancare al docufilm di Patierno è un’anima interna: le immagini di repertorio che si mescolano alla Napoli contemporanea sono combinate in modo ordinario ed elementare, come se ci trovassimo di fronte a un comune documento di divulgazione storico-scientifica.

Non ci sono emozioni, sullo schermo, ma solo nelle parole di Lewis, ed è un vero peccato, perché sembra quasi un’occasione “cinematografica” sprecata, la sua, specie con una voce così intensa come è quella di Cumberbatch.

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A partire dal fortissimo impatto emotivo del taccuino di Lewis (diventato, poi, un libro nel 1978), le immagini sullo schermo scelte da Patierno avrebbero potuto sottolineare quel pathos, magari fino a disturbare lo spettatore, o semplicemente porsi a contrasto mostrando quella fenice partenopea che è riuscita a rinascere dalle sue stesse macerie ma che presenta, ancora, le stesse dolorose ferite del passato.

Il risultato finale, invece, sembra più un documentario sterile dell’Istituto Luce pronto per essere proiettato nelle aule scolastiche e universitarie, durante la lezione di Storia Contemporanea. Ricordare è importante, e ne prendiamo atto, ma a volte sarebbe interessante farlo in un modo completamente diverso.