Socialmente pericolosi, di Fabio Venditti

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Socialmente pericolosi, di Fabio Venditti

Tra fiction e documentazione, parabola sociale interpretata da una coppia d’eccezione, Vinicio Marchioni e Fortunato Cerlino

Mio fratello è figlio unico, perché… il suo quartiere è un paletto nel cuore. Mio fratello è figlio unico perché… di sangue e truffa ha sapore persino l’amore… Mio fratello è figlio unico… e fa il camorrista. La “cazzimma”, gli espedienti, la lotta, il dolore, i sorrisi strappati, le minacce, le speranze.
Tra missione e azzardo, rivoluzione culturale e sconfitta morale, una storia vera di amicizia e di re(in)clusione, firmata dal protagonista stesso e coprodotta da Rai Cinema. Socialmente pericolosi, diretto dal giornalista Fabio Venditti, interpretato nel film da un solido e convinto Vinicio Marchioni, narra del complesso rapporto tra un giornalista d’inchiesta, Fabio, e un camorrista ergastolano, Mario (mafiosa-mente impeccabile il Fortunato Cerlino super star della serie Gomorra), una storia che inizia in carcere, si perde nel traffico delle periferie romane, si infiltra tra Quartieri Spagnoli e aule di tribunale, studi televisivi e aule scolastiche, riavvolgendosi lineare nello schermo, dove non vince nessuna verità, ma si erge sfruttata sottomessa derubata frustrata disgregata denudata, ma resistente, la vita.

Perché anche per chi è “malamente” ci deve essere una possibilità… perché malamente si diventa nella marea buia della miseria e quando un faro si riaccende qualcuno può rimettersi in gioco. Fabio Venditti racconta la sua pericolosa amicizia con un criminale che non abbandona mai il proprio status, l’attitudine a delinquere tradendo e viceversa, pur donandosi tra epiche interviste e immancabili quanto utili lezioni di sopravvivenza. Fabio e Mario si incontrano nel carcere di Sulmona in occasione di un reportage dal tema “suicidi”, qui iniziano a parlarsi, a “trovarsi” intimamente e decidono di scrivere un libro. Intanto, nella vicenda come nel film, i piani di sovrappongo e così i rischi. Fabio crea un’associazione (appunto “Socialmente pericolosi”) appoggiandosi al nome di Mario nei Quartieri Spagnoli napoletani, per trarre almeno in parte i ragazzi dalle strade e sperimentare con loro un progetto di cinema sociale, portandoli insieme al TG2 in giro per l’Italia, alieni e reporter che lasciano il limbo in cui sono nati e cresciuti senza prospettive e da cui partono per farsi altri nell’altrove della patria a sua volta aliena. Tra difficoltà logistiche e scontri con la contraddittoria e amarissima vita dei ragazzi nei Quartieri, Fabio deve affrontare i propri limiti dubbi principi, e il suo legame con Mario, nonché la grave malattia dell’uomo, fino ad ospitarlo per un periodo in casa, tra i primi malumori della moglie e delle figlie, l’evoluzione del rapporto con Mario stesso e un futuro inevitabilmente incerto.

Un labirinto di ricordi e di promesse, tra fiction e realtà, diretto con rabbia e passione da Venditti e scritto a mani multiple anche insieme ad alcuni detenuti di Rebibbia diretti da Antonio Turco, il film si presenta scabro, a tratti urlato, nella fierezza mai opaca della sua luce sofferta, nella bidimensione della denuncia e dell’esempio sociale. Una neo parabola appuntita e difficile, seppur mai pessimistica, perché la mala-vita è solo un’alternativa… e la rivoluzione, socialmente pericolosa, non deve “pentirsi”.

 

 

Socialmente pericolosi

Regia di Fabio Venditti

Soggetto e sceneggiatura Mariateresa Venditti, Valentina Gaddi, Alessandra Di Pietro, Fabio Venditti
Collaborazione alla sceneggiatura Detenuti Casa di reclusione di Rebibbia diretti da Antonio Turco

Direttore della Fotografia Bruno Cascio
Produttore esecutivo Gioca Gioca srl

Con Vinicio Marchioni, Fortunato Cerlino, Michela Cescon, Blu Yoshimi, Eleonora Pace

con la gentile partecipazione di
Massimo Wertmüller, Alberto Gimignani, Massimiliano Buzzanca, Emidio Lavella, Sandro Arista, Giuseppe Schisano, Maddalena Gas

con l’amichevole partecipazione di Marcello Masi e di Donato Placido

Musiche originali di Gian Luca Nigro
Scenografia Paolo Iudice
Costumi Paola Bonucci
Montaggio Chiara Venditti

Direttore di produzione Remo Chiappa

Con la partecipazione di

Vincenzo Abbondante, Antonello Imperoli, Ivano Tittoni, Giuseppe D’Andrea, Claudio Muccifuora, Andrea Leghissa, Ippolita Paolucci, Giuseppe Izzo, Massimo Bartolomei, Michele Bernardo, Guido Cataldi, Riccardo Onorati, Michelina Di Giovanni, Manolo Fidanza, Pietro Ingravalle, Ennio Albini, Alfredo Manzi, Massimiliano Noce, Giorgia Catarinella, Carolina Guadagnoli, Cristiano Simone Iannone, Luisa Paradiso, Cristofaro Gentile, Alberto Prezzolini, Vincenzo Giordano, Anna De Angelis, Marco Nobili, Giulia De Isidoris, Alessia Firera, Daniel Di Domenico, Daniele Morbiducci, Carlo Vagli, Stefano Moffa, Daniele Moretti, Maddalena Gas, Giuseppe Schisano, Lucia Zazzera, Nando Schioppa, Giuseppe Baldares, Aniello Nappi, Giuseppe Platino, Stanislao Flaminio, Alberto Costagli, Stefano Nazio, Luigi Pagliari, Romano Battilocchi, Oreste Leombruni

Con la gentile collaborazione di

Ministero della Giustizia Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Casa Circondariale N.C. “Rebibbia” Casa di Reclusione di Sulmona Casa di Reclusione “Rebibbia”

 

ITA 2016
Drammatico – 90’

Il film sarà in programmazione fino al 12 luglio al cinema Farnese di Roma