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Romacinemafest 2011: Poongsan tra Corea del Nord e Corea del Sud

Prima internazionale del film coreano diretto dall’assistente di Kim Ki Do e sceneggiato da quest’ultimo

Poongsan, film coreano in concorso, è stato presentato per la prima volta al di fuori della Corea quest’oggi al Festival Internazionale del Film di Roma, alla presenza del regista Jhun Jaihong. Poongsan è il nome di un uomo aggressivo e implacabile come il Poongsan Dog e fuma sempre sigarette Poongsan. È un uomo misterioso e silenzioso, capace di attraversare la DMZ che divide Nord e Sud della Corea in tre ore anche solo per far passare dei filmati di anziani amanti separati dal filo spinato e desiderosi di vedersi, benché in video, un’ultima volta. Inviato per recuperare una donna del Nord e portarla al Sud, però, avviene l’imprevisto e tra i due comincia a farsi strada l’amore. Complicando ancor più la situazione.

Inevitabilmente una trama del genere ci fa pensare ai film di spionaggio che raccontano la storia della guerra fredda e del muro di Berlino, storia molto più congeniale a noi Occidentali rispetto alla situazione di divisione che caratterizza da anni la Corea.

Il regista, Jhun Jaihong, assistente alla regia di Kim Ki Do, in conferenza stampa ha spiegato: “La Corea è separata da, ormai, 60 anni. E questa situazione, secondo me, è ridicola. Io non ho mai visto carri armati, ne scoppi di bombe, quindi non volevo raccontare questo nel mio film. inevitabilmente quando si pensa ai film su questa divisione, si pensa alla storia di spie e soldati che combattono. E tendenzialmente i coreani del Nord sono i cattivi e quelli del sud i buoni. Qui, invece, io volevo dare un’impronta ‘pacifica’. Il protagonista è un uomo normale, estremamente silenzioso. Non parla mai nel film perché non volevo che fosse identificabile con una delle due parti della nazione: i dialetti del Nord e del Sud sono molto diversi e distinguibili. Lui doveva rappresentare un territorio neutrale, non conosce confini. E poi volevo lavorare molto più sulle espressioni che sulla lingua.” Continua il regista: “tra l’altro noi capiamo che il personaggio cresce e cambia proprio tramite le sue espressioni che, secondo me, rappresentano meglio l’anima di una persona rispetto alle parole.”

Il film è stato girato con pochissimi soldi, come racconta la protagonista femminile Gyu-ri Kim, da noi praticamente una sconosciuta, ma in Corea una delle attrici più famose ed amate: “io ho letto la sceneggiatura per ultima, quando le riprese erano già iniziate. Avevano specificato che non ci sarebbe stato nessun compenso per noi attori: avremmo guadagnato qualcosa se il film avesse avuto successo. Era la troupe e noi attori che portavamo gli strumenti per girare sul set e siamo stati sorpresi e allo stesso tempo, felici quando abbiamo visto che in Corea il film ha avuto un grande successo. Questo vuol dire che quando qualcosa è fatta con enorme passione, a prescindere dai mezzi, si possono raggiungere comunque ottimi risultati.”

Di Francesca Casella