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Contro l’abbronzato demens una dieta mirata

pollo_abbronzatoChi di noi non è mai venuto a contatto con un “Abbronzato demens”? Parliamo di quei tipi dalla carnagione color mattone, variabile all’arancione, che affollano le città sin dai primi giorni di maggio ( ma anche prima, volendo).

Dalla cheratosi guttata, a marcate lentigo senili passando per ogni sorta di melanoma è meglio ricordare, malgrado il monito vi appaia scontato, ch’è meglio proteggersi durante l’esposizione al sole. L’aumento dei tumori alla pelle negli ultimi anni in Inghilterra ne è la riconferma. I british, popolo conservatore quanto “trendy” è letteralmente impazzito per la tintarella artificiale. Donne e uomini di tutte le età hanno fatto un uso-abuso di lettini e docce solari in questi ultimi anni, tale da creare disastrose ondate di melanomi ed altri gravi e seri problemi cutanei. Tanto più che le esposizioni prolungate ai raggi ultravioletti sono particolarmente dannose per i soggetti di pelle chiara con capelli rossi o biondi con occhi azzurri o verdi¹, particolarmente comuni nel Nord Europa. L’epidermide di queste persone, difficilmente abbronzabile, corre il rischio di sviluppare un melanoma del doppio o del triplo rispetto agli individui con un fototipo più alto, castani, bruni e negroidi. Di consigli, suggerimenti medici ed avvertenze cosmetiche se ne leggono fino alla nausea sui giornali soprattutto nel periodo da maggio a settembre di ogni sacrosanto anno. Vogliamo sperare che ormai vi sia entrato nella zucca il fatto di proteggersi con creme e spray dalle protezioni alte (possibilmente non irrisorie, tipo 2 o 3, a questo punto fate prima a non mettervi nulla, tanto ve ne pentirete lo stesso), quindi proviamo a parlare di altro. Una dieta da tintarella. Eh già, scegliendo alcuni cibi giusti, si potrà realmente avere un riscontro positivo sull’incarnato. Un mese prima di partire per il mare, assumete in abbondanza vitamina C. Non fatevi mai mancare in tavola carote, meloni, pesche, peperoni, pomodori, frutti di bosco e cavolfiori. Il classico e ambito color ambrato della pelle parte anche dalla tavola. Perché la produzione nella pelle del pigmento melanina viene favorita anche dalla dieta che si segue. Le carote ad esempio hanno una media di 1200 microgrammi di Vitamina A, esattamente il doppio rispetto al radicchio ed agli spinaci. Anche i cocomeri, le fragole, la lattuga ed il melone giallo presentano elevati contenuti di caroteni o vitamina A. Uno sforzo salutare quello d’implementare il consumo di questi vegetali visto che contrastano l’azione dei radicali liberi, hanno fibre e reintegrano i minerali persi con le pesanti sudate estive. Ovviamente ciò non vuol dire che dovrete rimpinzarvi di questi alimenti! Troppi caroteni potrebbero creare disturbi metabolici andandosi ad accumulare nel fegato.

Questo per dirvi, che la vostra enogastronomia estiva, potrebbe comportare succhi di carota, macedonie a gogò, prosciutto e melone, frittate di spinaci, radicchio marinato alle noci, peperonate ed insalate con pomodori e mozzarella. Nulla di nuovo in realtà, se non fosse per il fatto che la dieta mediterranea “standard” ovvero quelle scorpacciate di verdure e cibi semplici che si facevano fino ad un ventennio fa’, sono sempre meno frequenti. Con meno soldi in tasca per la crisi, il consiglio è dunque quello d’investire al banco del fruttivendolo piuttosto che in creme, integratori ed unguenti miracolosi. Di miracoloso di solito, c’è solo il prezzo.

 

 

 

¹Anche se un recente studio pubblicato sul sito dell’American Association of Cancer, suggerirebbe che siano proprio gli individui con capelli ed occhi scuri. Una variante genetica nel gene MC1R li renderebbe più soggetti ai cancri della pelle.

di Giada Martinucci

Svevo Ruggeri
Svevo Ruggeri
Direttore, Editore e Proprietario di Eclipse Magazine