Playlist: ritorno agli anni ’80
Luglio 22, 2015
Coca-Cola Summer Festival 2015: trionfano i Madcon
Luglio 26, 2015
Show all

Cocktail d’estate IV

Cocktails

John Collins

John Collins

Whisky agitato, shakerato e frullato

Anche il whisky, nonostante gli estimatori lo prediligano rigorosamente liscio, si presta ad essere parte alcolica in molte ricette statunitensi (a dispetto delle proprie origini scozzesi, la radice etimologica del termine risale infatti al gaelico “usquebaugh”, che significa “Acqua di vita”), conferendo ai cocktail il classico gusto tagliente di cereali e malto.

Il John Collins, della categoria dei “Collins”, serie di whisky e brandy drinks le cui prime apparizioni nelle liste dei bartender newyorkesi risalgono alla fine dell’Ottocento, si compone di quattro parti (sempre poco più di 60 dei nostri millilitri) di un “blended” whisky, ovvero di un whisky “mescolato” ottenuto, a differenza dei cosiddetti “single malt”, dalla fermentazione e distillazione di diverse varietà di malto, cui vanno aggiunte due parti (30 ml) di succo di limone fresco ed un cucchiaino di zucchero, il tutto shakerato con l’ormai consueto ghiaccio tritato e poi servito con ghiaccio in cubetti ed addizionato con acqua minerale gassata. Il bicchiere adatto, inutile dirlo, è l’omonimo Collins glass, dalla forma di tronco di cono allungata, da guarnire con una fettina di arancia, una fettina di lime ed una ciliegina.Molti cocktail, non a caso, prevedono espressamente l’impiego di bourbon whisky, cioè di un whisky americano, al posto dello scotch whisky delle Highlands britanniche. Appartengono a questa categoria, come lo stesso nome suggerisce, i vari Kentucky Cocktails (Bourbon è infatti una contea dello Stato del Kentucky), la cui versione base si ottiene shakerando con ghiaccio tritato sei parti di bourbon e due parti di succo d’ananas, da servire poi in un Martini glass ghiacciato. Il Kentucky Colonel Cocktail, invece, sostituisce al succo di frutta due parti di Benedectine, liquore prodotto in Normandia dalla distillazione di piante e spezie, e si ottiene non con lo shaker, ma miscelando gli ingredienti con ghiaccio in cubetti per poi guarnire il Martini glass con la buccia di un limone tagliata a spirale. Ancora, il Kentucky Orange Blossom shakera con ghiaccio tritato quattro parti di bourbon whisky, una parte di Cointreau e due parti di succo d’arancia fresco, da versare poi in un tumbler basso precedentemente ghiacciato e decorato con la spirale di limone.

Un irish whisky, invece (e quindi un whiskey, secondo la denominazione tradizionale) è alla base del superalcolico e colorato Leprechaun, omaggio alla figura del folletto (da noi, il leprecano) della mitologia irlandese. Per prepararlo occorre un eletric blender oppure il classico frullatore da cucina, col quale frullare insieme quattro parti di whiskey, due parti di rum bianco, una parte di sloe gin (il gin alle prugne che compare in molte altre ricette ed abbiamo già incontrato), due parti di succo di limone fresco, mezzo cucchiaino di zucchero, un quarto di pesca tagliata in pezzi e ghiaccio tritato. Una volta ottenuto un composto omogeneo servite in un tumbler basso ghiacciato e guarnite il bicchiere con lamponi freschi.

di Cristina Scatolini