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Cocktails

Bloody Mary

Bloody Mary

La vodka, regina dell’eclettismo

Originaria dell’est Europa, etimologicamente prossima all’acqua (“woda” in polacco, “voda” in russo) per via della propria trasparenza, la vodka compare tra i distillati più noti ed apprezzati del Mar Baltico già nei primi decenni del ‘500.
Ottenuta dalla fermentazione dei cereali e di altri prodotti amidacei, di gradazione variabile tra i 40 ed i 50 gradi, grazie al proprio gusto neutro e pulito si presta ad essere parte alcolica nei cocktail più diversi, sposandosi piacevolmente sia con ingredienti dolci che con sapori aciduli e pungenti.

Il primato della dolcezza, ad esempio, va senz’altro attribuito ai due drink gemelli (tutt’altro che russi, a dispetto del nome) Black e White Russian. Di entrambi, estremamente conosciuti nel mondo, esistono diverse versioni ottenute con differenti metodi di preparazione. Il primo, secondo la scuola dei bartender newyorkesi, si compone di quattro parti di vodka (sempre 60 ml circa) e due parti di liquore al caffè (i celebri Kahlúa e Tia Maria, ad esempio, ma va benissimo anche il nostro Caffè Borghetti) che devono essere mescolate direttamente in un tumbler basso precedentemente riempito con ghiaccio in cubetti. Il secondo, invece, si ottiene a partire dagli stessi ingredienti nelle stesse dosi, ma aggiungendo due parti di crema di latte o panna (preferibilmente una panna da caffè, a basso contenuto di grassi, che è però più difficile da trovare della tradizionale panna per dolci) e shakerando il tutto con ghiaccio tritato. Il bicchiere adatto è, ancora, il tumbler basso (altrimenti detto old fashion, di sezione circolare) opportunamente pre-ghiacciato.
Altrettanto conosciuto e non meno dolce, il Sex On The Beach si compone di quattro parti di vodka, tre parti (45 mil circa) di liquore alla pesca, sei parti di succo di mirtillo e sei parti di succo d’ananas, anche questa volta da mescolare direttamente nel bicchiere, un highball con ghiaccio in cubetti, guarnito poi con un’amarena.
Campari e succo d’arancia, un connubio molto apprezzato nei nostri aperitivi così come nelle serate estive d’oltreoceano. Aggiungete della vodka ed otterrete un Genoa Vodka, che con l’omonimo ed invernale Genoa, composto da gin, grappa, sambuca e vermut secco, ha poco a che fare. Shakerate quattro parti (gli ormai noti 60 ml circa) di vodka bianca, due parti (30 ml) di Campari, sei parti (90 ml) di succo d’arancia fresco e ghiaccio tritato e versate poi il tutto in un tumbler basso ghiacciato.
Tra i classici d’oltremare, il Cosmopolitan vuole che si shakerino con ghiaccio tritato quattro parti di vodka, due parti di triple sec, due parti di succo di mirtillo ed una parte di succo di lime fresco, da servire poi in una coppa Martini ghiacciata. Un’accoppiata particolare, invece, è quella proposta da uno dei cocktail tradizionali degli Stati Uniti meridionali, ma molto apprezzato anche al nord, dall’allusivo nome di Ice Pick. Versate in un Collins quattro parti di vodka, tè freddo a volontà, cubetti di ghiaccio e rimescolate. Potete spremere direttamente nel bicchiere una fettina di lime ed usare poi una seconda fettina di lime per guarnire il tutto.
Infine, solo per veri intenditori, ecco come viene preparato il particolarissimo Bloody Mary nei locali più celebri della Grande Mela. Nello shaker vanno raccolti, con ghiaccio tritato, quattro parti di vodka, dodici parti (180 ml) di succo di pomodoro, mezzo cucchiaino di succo di limone fresco, mezzo cucchiaino di salsa Worcestershire, mezzo cucchiaino di rafano e tabasco a piacere. Versato in un highball ghiacciato, il cocktail va poi spolverizzato con sale, pepe macinato a vostro gusto e guarnito con spicchi di lime.
di Cristina Scatolini