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Amy Winehouse – "Lioness: Hidden Treasures"

L’album postumo di un’artista che lascerà memoria di sé nel tempo

In un’epoca in cui la musica ha ben poco da offrire, la morte di Amy Winehouse, dello scorso 23 Luglio, appare sempre più come un vuoto incolmabile. A pochi mesi dalla scomparsa della giovane e promettente stella dell’r&b, i produttori Mark Ronson e Salaam Remi insieme al padre di Amy, Mitch, hanno messo insieme ciò che resta: materiale edito e non, pezzi che Amy forse non avrebbe voluto che i suoi fan ascoltassero ma che, ora più che mai, sembrano “tesori nascosti”. La raccolta, intitolata per l’appunto Lioness: Hidden Treasures, sarà nei negozi da martedì.

L’album si apre con Our Day Will Come, un brioso reggae di Ruby & The Romantics: pensando alle pene d’amore di Amy, ascoltarla ha un che di malinconico e ineluttabile. Dopo la parentesi di Half Time (delicata, quasi lounge), ci sono di nuovo i suoi tormenti nella meravigliosa Between The Cheats: mood retrò, con sezione di fiati e cori in stile Fifties, è la colonna sonora perfetta per questo Natale. Nell’album, anche la malinconica e appassionata Tears Dry, qui nella versione originale che non venne inserita in Back To Black, e Like Smoke, frutto della collaborazione con il rapper Nas. Ma ad incuriosire sono soprattutto le cover: da Will You Still Love Me Tomorrow? (di Carole King, resa famosa nel ’61 dalle Shirelles) a metà tra marcetta militare e stile corrida, smorzata da archi sontuosi; a Valerie, qui nellaversione del ’68 degli Zutons. The Girl From Ipanema è la rilettura che non ci si aspetta: è la bossa più amata di sempre ma, per quanto il paragone con Astrud, Gilberto e Getz sia inevitabile, è bello ascoltarla anche in questa versione. Il jazz standard Body And Soul, è l’ultimo gioiello inedito, realizzato in duetto con Tony Bennett ma a chiudere il cerchio è A Song For You registrata tra le pareti della casa di Camden e particolarmente cara ad Amy (forse per l’affinità che la legavano alle vicende del suo autore e interprete Leon Russell, morto suicida a 33 anni). Come fu per Michael Jackson, c’è sempre chi cercherà di speculare sulla morte prematura di un grande talento ma Lioness: Hidden Treasures è un album da comprare e regalare, senza stare troppo a pensarci: è con questa musica che Amy rinuncia a un po’ della sua potenza vocale per mostrarci il suo volto più vero, diversissimo da quello di Back To Black. Qui non è la ragazza della droga e gli eccessi che tutti conosciamo ma un’anima tenera e lacerata, che svela una dolcezza a cui non eravamo abituati. Ed è questo, l’ultimo vero regalo di Amy per tutti noi.


di Lucia Gerbino