Innsmouth, la città portuale delle “Terre Ignote”

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Innsmouth, la città portuale delle “Terre Ignote”

Innsmouth ©Dennis James Laux

Innsmouth

Innsmouth©alexandre deschaumes

Innsmouth è un luogo particolare. Un porto di mare, una città florida, popolata da abitanti un tempo umani, ma ora…

Siamo nel Massachusetts, negli Stati Uniti, in una zona apparentemente precisa, sulle rive del fiume Manuxet. Qui sorge l’antica cittadina di Innsmouth, fondata da coloni  nel 1643 e ben presto diventata porto di pescatori, tra i più antichi e attivi dello Stato. La cittadina è separata dal resto del Paese da vasti deserti, ma deve la sua floridità soprattutto dalla nascita di un importante cantiere navale e dal commercio del pesce. È questo il panorama che determina la cittadina di Innsmouth fino all’800. Le cronache narrano, infatti, che nel 1830 un importante commerciante ed avventuriero, un certo capitano Obed Marsh, decise di partire per l’esplorazione di alcune isole del Pacifico meridionale. Ma è importante conoscere ciò che è stato tramandato sul capitano Marsh. All’inizio era un commerciante, uno dei più influenti della cittadina, ma ben presto rimase l’unico, a causa della guerra che coinvolse le colonie americane contro l’Inghilterra e il conseguente stravolgimento degli equilibri commerciali che tagliarono fuori la città dalle rotte principali. È proprio in questo contesto storico che la cittadina di Innsmouth incomincia a perdere foza commerciale e di conseguenza potere politico. Le notizie diventano sempre più fumose e le diverse flotte presenti perdono il potere dei mari e finiscono con il fallire e non lasciar più traccia di sé. È il capitano Marsh ad accentrare il massimo del commercio rimasto, ed è l’unico a mantenere con fermezza il controllo di ogni situazione riguardante la cittadina, anche perché facente parte di una famiglia molto ricca ed influente nel territorio di Innsmouth.

Ma avere l’egemonia del commercio cittadino navale non vuol dire, automaticamente, avere il successo e la ricchezza. Ed è proprio la fama e la ricerca di nuovi orizzonti per lo sviluppo delle sue attività che convinse il capitano ad intraprendere il suddetto viaggio esplorativo. Questa impresa gli permise di approdare in un’isoletta vulcanica del Pacifico, e, così, prese i primi contatti con la popolazione indigena.  Il capitano Marsh potè anche ammirare delle rovine alquanto curiose e bizzarre, con statue e riproduzioni di esseri strani e per certi versi mostruosi. Gli indigeni ebbero modo di spiegargli che si trattava di un culto nuovo, nato dal contatto con una popolazione “particolare”che viveva da quelle parti e aveva una sorta di patto con loro, che prevedeva il sacrificio umano in cambio di gioielli, oro e cibo. le creature, però, avevano vaga somiglianza umanoide, con preponderanza di fattezze similari ai pesci e alle rane. Con il passare del tempo, però, gli idigeni decisero di porre fine con la violenza alla sorta di strano baratto, anche perché erano aumentate le richieste di sacrifici, non più tollerabili, e di fatto massacrarono la popolazione metà rana e metà pesce.

Innsmouth©MCrassus Art

Di quel viaggio le cronache non riportarono altro, ma le voci narrano che il capitano Marsh intravide come una possibilità interessante quella di entrare in contatto con la popolazione afibia, per via dell’enorme quantità di ricchezza che potevano “scambiare” in cambio della spregevole vita di qualcuno… in fin dei conti quante persone venivano già messe a morte per condanna a causa di delitti contro la comunità nella cittadina di Innsmouth? Dunque perché non trarne un ulteriore profitto?

Sta di fatto che nel giro di relativo poco tempo, dopo il ritorno a casa della spedizione del capitano Marsh, nella città di Innsmouth fu eretto un tempio, una sorta di chiesa dedicata a Damon, un osceno demone marino, e di lì a poco per le strade della città portuale si incominciarono a vedere figure simili a pesci, di grandezza umana e dotati di gambe, che potevano camminare anche su terra ferma.

Il capitano Marsh, che visto la sua influenza era riuscito a convincere il Consiglio cittadino della giustezza dell’accordo con la popolazione anfibia, decise di comune accordo con il Consiglio, di mantenere segreta la nuova condizione della città, spargendo, perciò, la notizia che si era diffusa una contagiosa epidemia, surrogata dal pestilenziale odore di pesce che ormai si poteva sentire anche a distanza dal perimetro cittadino di Innsmouth.

Da quel momento in poi della cittadina di Innsmouth si seppe poco o nulla. Si narra che la continua frequentazione con la nuova popolazione abbia creato, nel tempo, un ibrido umanoide, con orbite e occhi sempre più grandi e leggermente spostati verso le tempie. Alla base del collo dapprima si formarono delle piaghe che poi presero forma in branchie. Le leggende narrano che questi ibridi divennero presumibilmente immortali. Queste nuove generazioni mutate ad un certo punto incominciarono a prediligere il mare, mantenendo, tuttavia, la capacità di vivere e muoversi sulla terra, relegando la città ad una sorta di oblio, frequentata saltuariamente e come base di appoggio.

Se l’incauto viaggiatore volesse avvicinarsi alla cittadina di Innsmouth potrà farlo prendendo la corriera da Newburyport alle 10.00 e alle 19.00.  Gli autisti, però, raccontano che le corse sono sempre vuote e la stazione di arrivo è a pochi chilometri di distanza dalla città. Il panorama che si parrà agli occhi del visitatore è una fitta coltre di nebbia che non permette di vedere la città, ma per trovarla basterà seguire il forte odore di pesce che ancora oggi impesta l’intera zona.

Innsmouth

informazioni:

per qualsiasi informazione più dettagliata potete andare a visitare la Miskatonik University di Arkham oltre all’Istituto di Studi Storici di Newburyport, in Essex, Massachusetts. In questi due luoghi potrete trovare opere d’arte ed archeologiche raffiguranti i mostri marini.

Tuttavia, per ogni nozione approfondita potrete leggere il romanzo di Howard Phillips LovecraftLa maschera di Innsmouth. Che sia una guida, una storia, o una finzione, in fin dei conti cosa importa…

Svevo Ruggeri
Svevo Ruggeri
Direttore, Editore e Proprietario di Eclipse Magazine