Lampedusa, il cuore delle isole Pelagie
L’isola di Lampedusa non rappresenta solo un polo turistico di eccellenza nel panorama mediterraneo ma costituisce anche un luogo unico ed indimenticabile per le sue le sue straordinarie ricchezze naturali.
Conosciuta in antichità con il nome di Lopadùsa (Λοπαδουσσα in greco), Lampedusa si estende su una superficie di 20,2 km² e conta, assieme alla vicina isola di Linosa, 6.166 abitanti.
Grazie alla sua posizione geografica particolarmente strategica, questa meravigliosa isola ha rappresentato nei secoli una valida base d’appoggio nell’ambito delle rotte marittime di Fenici, Greci, Romani e Arabi che in questo luogo hanno lasciato evidenti tracce culturali ed architettoniche del loro passaggio.
In età romana Lampedusa diviene nota soprattutto per la produzione del garum: questa particolare salsa era il risultato della macerazione del pesce nel sale, successivamente insaporita con erbe aromatiche di varia natura.
Oggi però il patrimonio marittimo ed ambientale di Lampedusa, e più in generale dell’arcipelago delle isole Pelagie, è in pericolo soprattutto a seguito dei danni causati da attività antropiche troppo spesso fuori controllo.
A tutela del patrimonio naturale e sommerso di questo luogo unico ed affascinante, soprattutto negli ultimi anni si registra il forte impegno ed i considerevoli risultati ottenuti dall’Area Marina protetta Isole Pelagie.
Si tratta di un ente preposto a preservare i tesori e caratteristiche ambientali dell’intero arcipelago.
Le attività promosse dall’ente sono molteplici: accanto alle pubblicazioni scientifiche e alla continua azione di monitoraggio delle specie sensibili, l’A.M.P. promuove anche il Dolphin watching (l’attività di avvistamento delfini organizzata con mezzi nautici e nel rispetto degli animali e delle loro abitudini) e le immersioni subacquee regolamentate nel rispetto della biodiversità e della tutela marina).
Grazie alla sua posizione geografica particolarmente strategica, questa meravigliosa isola ha rappresentato nei secoli una valida base d’appoggio nell’ambito delle rotte marittime di Fenici, Greci, Romani e Arabi che in questo luogo hanno lasciato evidenti tracce culturali ed architettoniche del loro passaggio.
In età romana Lampedusa diviene nota soprattutto per la produzione del garum: questa particolare salsa era il risultato della macerazione del pesce nel sale, successivamente insaporita con erbe aromatiche di varia natura.
Oggi però il patrimonio marittimo ed ambientale di Lampedusa, e più in generale dell’arcipelago delle isole Pelagie, è in pericolo soprattutto a seguito dei danni causati da attività antropiche troppo spesso fuori controllo.
A tutela del patrimonio naturale e sommerso di questo luogo unico ed affascinante, soprattutto negli ultimi anni si registra il forte impegno ed i considerevoli risultati ottenuti dall’Area Marina protetta Isole Pelagie.
Si tratta di un ente preposto a preservare i tesori e caratteristiche ambientali dell’intero arcipelago.
Le attività promosse dall’ente sono molteplici: accanto alle pubblicazioni scientifiche e alla continua azione di monitoraggio delle specie sensibili, l’A.M.P. promuove anche il Dolphin watching (l’attività di avvistamento delfini organizzata con mezzi nautici e nel rispetto degli animali e delle loro abitudini) e le immersioni subacquee regolamentate nel rispetto della biodiversità e della tutela marina).
di Valentina Pascali










