Sanremo 2015: Giovanni Caccamo vince tra le Nuove Proposte

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Giovanni Caccamo

Sanremo 2015 - 65° Festival della canzone italiana

Sanremo 2015 – 65° Festival della canzone italiana

Incetta di premi per lui e poi le prime eliminazioni. Fuori Raf, Fabian, Tatangelo e Biggio e Mandelli. Superlativa Virginia Raffaele

Sanremo entra nel vivo. Da ieri, infatti, è iniziata a farsi sentire sul serio la gara: tra fischi, applausi, sorrisi di gioia e un po’ di amarezza per le eliminazioni di quattro big. Intanto arrivano i primi vincitori, o meglio il trionfatore indiscusso della penultima serata del Festival: Giovanni Caccamo. Egli, in gara tra le Nuove Proposte, fa incetta di premi, conquistandoli tutti. Per lui sono ben 4 i riconoscimenti che porta a casa: il Premio Leone d’Argento, il Premio Sala Stampa (da quest’anno chiamato anche Premio Lucio Dalla), il Premio della critica Mia Martini e il Premio Emanuele “Lele” Luzzati della Regione Liguria. Il giovane, infatti, ha battuto nella finale i Kutso, col 56% dei voti conquistati contro il 44%, col suo brano “Ritornerò da te”. Tra l’altro è anche autore del testo di Malika Ayane “Adesso e qui (nostalgico presente)”. Per i finalisti sicuramente, la soddisfazione che la loro canzone “Elisa” andrà molto in rotazione nelle radio. Ieri, poi, come ha ricordato Conti, era la Giornata mondiale della Radio, appunto, inventata da Guglielmo Marconi. Ma, tra i giovani, anche Enrico Bigiotti esce dal Festival con qualcosa di cui essere fiero: dal 4 maggio prossimo, infatti, aprirà le date dei concerti del tour estivo nei palasport (l’Hitalia Rocks Tour) di Gianna Nannini.

I momenti più alti sono stati quelli con le imitazioni di un’eccezionale Virginia Raffaele (degne della migliore Emanuela Aureli) e dopo di Sammy Basso. Quest’ultimo, accolto nella “rubrica” “Tutti cantano Sanremo”, ha parlato della sua malattia (la progeria, che causa un invecchiamento precoce, e da cui sono affette solo 103 persone al mondo). Ha voluto ricordare l’importanza della nascita di un libro e di un film che raccontano il suo viaggio negli Stati Uniti, il cui ricavato dalle vendite andrà a favore della fondazione per la ricerca sulla sua malattia. Atteso anche l’arrivo del CT della nazionale Antonio Conte, che ha spiegato dei suoi esordi nel Lecce, del passaggio alla Juventus nel 1991, dell’importanza del confrontarsi con suo padre e della responsabilità di dirigere gli azzurri. Il suo motto è: “chi ha tempo, non aspetti tempio”. Così come molto colore ha portato Elena Sofia Ricci, che ha affrontato sul palco dell’Ariston la sua esperienza di essere nel cast di “Che Dio ci aiuti”: “è una fiction leggera, ha aiutato noi attori e il pubblico a rimetterci in contatto con la parte più spirituale di ognuno di noi ed a porci delle domande. Credo che i telespettatori lo abbiano apprezzato”. Poi ha realizzato il suo sogno di bambina di partecipare al Festival, cimentandosi nel canto: si è esibita in “Donne” di Zucchero, dimostrando un’intonazione ed una voce inedite. Inoltre, altro ospite, è stato “l’enfant prodige della musica classica contemporanea”, come lo ha definito Carlo Conti: Giovanni Allevi, che ha regalato un assolo al pianoforte da brividi.

Ma spazio vogliamo dedicarlo ai 4 big eliminati, non senza giuste polemiche a volte. Il pubblico, infatti, ha fischiato l’uscita di scena di “Voce” di Lara Fabian, che aveva ricevuto la standing ovation incantando tutti con la sua timbrica unica. Oltre l’estensione vocale straordinaria, la sua canzone meritava per il messaggio di speranza che voleva infondere: “Voce per chi voce non ne ha
per dare un senso a questo tempo”, come si dice nel suo testo. Così come fischi arrivano dopo che si è comunicato che Sanremo è finito alla quarta giornata anche per
Raf. Il cantante si era comunque esibito nonostante non fosse in condizioni fisiche ottime: la mattina era stato ricoverato per un principio di bronchite. Forse questo ha pregiudicato la sua performance, facendo sì che non sia riuscito a dare il massimo. Certo, la profondità delle parole è indiscussa, forse un’altra melodia più incisiva lo avrebbe aiutato a catturare più l’attenzione dei votanti. Di sicuro, come ha detto Carlo Conti, si rifarà con le vendite. Così come Anna Tatangelo, fuori a sorpresa dal Festival. Mai troppo fortunato per lei, un po’ più di aggressività le avrebbe giovato. La cantante, invece, è sembrata già molto soddisfatta dell’equilibrio interiore che ha raggiunto: una canzone sul senso di libertà è sempre un bel messaggio da diffondere, ma osare un po’ più con le sue corde vocali, che sappiamo essere in grado di raggiungere tonalità di tutto rilievo, l’avrebbe aiutata. Un po’ come ha fatto Bianca Atzei che ha “spinto” con la voce, esagerando. O Nesli, che ha puntato sulla simpatia, improvvisando una gag divertente con Arisa. Fuori anche Biggio e Mandelli, pur avendo portato molto colore a Sanremo. Forse troppo pessimista il testo, per il messaggio di speranza che il Festival vuole diffondere. O forse troppo riservati e discreti, troppo poco polemici per risaltare e riuscire a proseguire la corsa verso la finale.

Chi vincerà? – Infine una parentesi anche per i “salvati”. Recuperano terreno sia Marco Masini che Gianluca Grignani (fa piacere veder apprezzato il loro ritorno), così come il pubblico sembra “rivalutare” la canzone di Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (ma forse troppo impegnata per essere i vincitori di questo Sanremo). I più quotati sembrano essere Malika Ayane, Nina Zilli (già veterane del Festival, quindi sarebbe una conferma, ma non una novità) e Lorenzo Fragola; il vincitore di X-Factor è giovane eppure sembra abbastanza disinvolto in un palco del genere, la canzone è molto orecchiabile, ma è davvero il nuovo Marco Mengoni? Non dimentichiamo, infatti, che in previsione per il vincitore del Festival c’è l’Eurovision. Una sorpresa potrebbe venire dai Dear Jack, anch’essi molto gettonati, ma competere a livello internazionale con band di notevole calibro per questo gruppo non sarà facile. Forse la rivelazione della 65esima edizione potrebbero essere Il Volo: giovani, ma già si sono cimentati molte volte in concerti all’estero, e poi vi sarebbe la scelta rivoluzionaria di premiare un gruppo, vedendo far trionfare persino una band lirica. E, inoltre, con la loro spontaneità e semplicità fanno simpatia e metterebbero d’accordo tutti.

di Barbara Conti