Agende e taccuini resistono alla diffusione di tablet e gadget i tech

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Agende e taccuini resistono alla diffusione di tablet e gadget i tech

Nonostante l’avvento di dispositivi elettronici di livello superiore come ad esempio i tablet oppure le agende di tipo elettronico, c’è una cosa che stupisce, ed è che comunque l’esistenza e l’utilizzo del taccuino non ha perso alcun appeal rispetto al passato.
Infatti tutti coloro che davano per spacciati i taccuini e le agende per prendere appunti ed utilizzarli magari a scuola o nel proprio lavoro, si sono dovuti ricredere, in quanto questi oggetti cartacei continuano ad essere i preferiti soprattutto dai millennials in carriera.

A mettere in luce questa tendenza è stato uno studio del Financial Times, che ha sottolineato come l’uso della carta sia ancora molto diffuso, nonostante le aspettative a cui tablet e notebook avevano fatto pensare. I taccuini infatti sono ancora vissuti come degli oggetti da cui non è facile staccarsi nemmeno per la generazione millennials. Anzi, esistono determinati tipi di taccuini molto cari e che vengono utilizzati come oggetti esclusivi anche dai più giovani. Sia che si tratti di agende come la Cosmic che arrivano a costare quasi €400, oppure di notebook slub lined formato A6, ciò che è certo è che il taccuino ha sempre il suo fascino.

Tra i diversi tipi di taccuino esclusivi e utilizzati anche dai giovanissimi, ci sono i taccuini Muji, che hanno anche delle penne minimal. Inoltre da non dimenticare anche i Rhodia, spesso utilizzati anche dalle celebrità del mondo del cinema oppure della letteratura. Poi ci sono le Moleskine che sono un tipo di taccuino che viene utilizzato a portata di mano e può essere messo anche nel taschino. Questo tipo di taccuino è diventato molto diffuso nel corso degli anni, perché è stato utilizzato da grandi letterati, scrittori che ne hanno fatto anche un uso dimostrativo, magari portandoli con sé ed a dei momenti davvero cruciali della propria carriera oppure facendosi immortalare in ritratti o fotografie in compagnia del loro taccuino. Nonostante tutto quindi, il taccuino riesce a mantenere la sua autonomia rispetto all’era della digitalizzazione dove tutto viene eseguito come ordine di un sistema binario.

Non è tanto sorprendente dunque rendersi conto che il taccuino sia diventato come una sorta di oggetto d’elite, che viene utilizzato come un’ancora al passato e alla grandezza di una generazione come quella millennials che vuole comunque rivendicare una sua appartenenza. La parola stessa taccuino non è nuovo a questo tipo di idea in quanto deriva dall’arabo taqwim e vuol dire “fare ordine”: infatti il taccuino serve proprio questo, a riorganizzare le proprie idee prima di muoversi in un determinato senso.

È un modo per rimettersi in contatto con se stessi e riordinare tutto quello che si vuole. Rispetto ai dispositivi elettronici, sicuramente il fascino del taccuino resta, anche perché si tratta di un sistema che è stato sempre utilizzato per iniziare a dare forma ai propri pensieri. Non dovrebbe sorprendere particolarmente quindi il fatto che i tablet e i notebook, non siano riusciti ad uccidere un pezzo di storia come il taccuino, da sempre compagno fedele di grandi geni artisti e letterati.