Scheletri ne "L’armadio di famiglia"

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Scheletri ne "L’armadio di famiglia"

La “Napoli milionaria” fiorentina e noir di Nicola Zavagli, fino al 29 gennaio al Teatro Ambra Alla Garbatella, Roma

Se la guerra arriva in casa. Strepita fuori dalla porta e gorgoglia tra i mobili. Dove, come può resistere l’umana comprensione? In un armadio l’inevitabile, unico nascondiglio per un gruppo di ospiti inattesi. Una madre, i suoi figli, e l’orrore incombente di un conflitto che lacera mura e anime, aprendo brecce d’odio e possibilità di compassione. Si dedica alla drammaturgia civile, alla Storia minuscola venata di giallo e ai sapori di un’italianità antica e palpitante, l’autore e regista Nicola Zavagli. Fino al 29 gennaio al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma con l’eterogeneo, composito dramma popolare de L’armadio di famiglia.
Firenze, autunno del ’43. Quartiere San Frediano. Clara, madre sola, levatrice vigorosa e sensibile, alle prese con le derive feroci e incalcolabili della guerra. Mentre assiste partorienti e neonati impazienti al ritmo pellegrino e augurale del “Canto d’Ulisse”, Clara impara a proteggere i germogli di un amore seppellito dagli scoppi, dalle ferite, dalla miseria di anni impossibili e implacabili. Un giorno come tanti la sua dimora deve apprestarsi ad un’imprevista trasformazione, per accogliere i reietti marchiati dalle leggi naziste e dall’ossequio della società fascista, destinati altrimenti a morte certa. Clara spaventata e pragmatica nasconde gli ebrei piombati nella sua vita, trovando nell’armadio il domicilio angusto e segreto della loro salvezza. E incappando allo stesso tempo nei dubbi tormentosi di scelte amare. Zavagli cerca la commistione anti retorica di generi e toni, affrescando un quadro sobriamente emozionale, ricreando il genuino tumulto di una cronaca famigliare dentro le spire angosciose della storia italiana e mondiale. Innestando un’agile sottotrama noir, trovando la pulizia documentaria di un sapiente montaggio cinematografico e affondando con passione nella tragedia interna e insieme sociale di una piccola famiglia. Mescolando in una continua tensione dei ruoli e delle dimensioni dialetti e personalità. Raggiungendo un allure edoardiano mistilineo. Sostituendo all’analisi profonda, cinica e sempre deliberatamente ambigua, di svelatrice, del grande drammaturgo napoletano, un’ansia di innovazione ibrida e una schietta volontà di recupero dei valori saldi della solidarietà e dello spirito civile. Per ricordare come eravamo. Con la guerra nell’armadio.

Nicola Zavagli ha scritto sceneggiature cinematografiche per Alessandro Benvenuti (Belle al bar, Ivo il tardivo) e per Ugo Chiti (La seconda moglie). E’ stato finalista al Premio David di Donatello, al Ciak d’oro e al Premio Solinas e a vinto il Nastro d’argento. Nel 2003 fonda a Firenze, con l’attrice Beatrice Visibelli la compagnia “Teatri d’imbarco” e si dedica completamente alla drammaturgia e alla regia.

TITOLO E CAST
L’armadio di famiglia
Scritto e diretto da Nicola Zavagli

Con Beatrice Visibelli, Marco Natalucci, Giovanni Esposito
e con Andrea Caffaz, Marco Cappuccini, Anna Gori,  Chiara Martignoni,  Valentina Testoni
Canzoni dal vivo di Chiara Riondino

LUOGO E INFORMAZIONI
TEATRO AMBRA ALLA GARBATELLA
Piazza Giovanni da Triora 15, Roma
Tel. 06 81173900
Fino al 29 gennaio
mar/sab h 21.00 – dom h 17.00
BIGLIETTI: ridotto € 12,00 – intero € 15,00
www.ambragarbatella.eu

di Sarah Panatta