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Hedda Gabler di Henrik Ibsen

Diretto e interpretato da Alessia Tona

Da Ibsen …

Hedda Gabler, figlia del generale Gabler, sposa per motivi puramente economici Jørgen Tesman, uomo insipido la cui massima ambizione è una cattedra universitaria. Al ritorno dal viaggio di nozze, Ejlert Løvborg storico rivale di Jørgen irrompe nelle loro vite dichiarando di aver finalmente scritto un opera che gli permetterà di diventare professore all`università, e vincere davanti l’opinione pubblica Tesman.  Ubriaco, Løvborg smarrisce il manoscritto che viene ritrovato dal marito di Hedda; quest`ultima che vuole a tutti costi tenere in pugno la vita di  Løvborg, lo incoraggia in modo subdolo a porre fine ai suoi giorni donandogli una delle sue pistole. I tentativi dello scrittore,  di ricostruire il contenuto dell’opera sono vani, e Løvborg muore in casa di una prostituta, probabilmente per un incidente e non per suicidio. Il giudice Brack riconosciuta l’ arma , ricatta Hedda minacciandola di divulgare la notizia se non accetterà le sue avances. Per evitare lo scandalo e non subire il ricatto del giudice, Hedda sceglierà di suicidarsi.

NOTE DI REGIA

Questa Hedda Gabler cambia la sua prospettiva uscendo dai dettami del testo di Ibsen, non ci appare come algida e calcolatrice, ma viene posta al centro di un vero massacro psicologico. Sono infatti snaturati e distorti i personaggi che la circondano nella sua nuova casa da sposina infelice. Tutti le si presentano come anime mostruose dedite al proprio tornaconto. È forse questo il potere del personaggio? Vedere con occhi reali l’essenza delle bestie umane? Il punto di vista  viene ribaltato in funzione del sentimento provato da Hedda. Non è più lei a manovrare nella prima parte, ma viene gestita dalle personalità ambigue che la circondano. Soggetta a continue forme di monotono perfezionismo e pudore, è costretta a scacciare da lei stessa la voglia di vivere, cadendo vittima dei suoi pensieri. Solo con l’arrivo di Lovborg,  riuscirà a far riaffiorare il suo animo passionale e calcolatore che la distingueva, ma sempre in lotta continua con  il suo essere vile nei confronti della vita. Tutto sembra ribaltarsi fino a che il gioco da lei ideato non le si ritorcerà contro portandola a compiere un gesto estremo. Hedda racconta una donna forte in cerca d’attenzione. Forse depressa, forse annoiata, che desidera  sporcarsi delle sfumature della vita ma ne viene allontanata . Questi mostri, questi altri, matrici di solitudini personali ci aiutano poco nella sopravvivenza quotidiana, e ci sotterrano l’anima fino a farle sfiorare con il vuoto. Per leggerezza Hedda compie scelte sbagliate, non vuole essere madre, ne moglie ma solo viva. È nella crescita di questo desiderio  che  compie un auto sepoltura in un  cimitero casalingo da lei stessa voluto, che non  vuole ascoltarla …per sua scelta.

Alessia Tona

 

 

Hedda Gabler

DI H. IBSEN

DIRETTO E INTERPRETATO DA ALESSIA TONA

CON:

ANTONIO BANDIERA
MAURIZIO CANFORINI
MARCO MASIELLO
GIULIA PELLICIARI
VALENTINA ROSARONI
DANIELA VANCHERI

 

PIANOFORTE:

GABRIELE RIPA

MUA:

MATTEO LILLI

INFO:

Teatro Stanze Segrete

Via della Penitenza, 3

Dal 14 al 19 marzo 2017

Orario spettacoli
Dal martedì al venerdì ore 21.
Sabato ore 18 e ore 21.
Domenica ore 19.

CONTATTI:
per info e prenotazioni

MotusArti 392- 8088371
motusarti@libero.it
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