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La Leggenda di Fitzcarraldo, delirio poetico in piena foresta amazzonica

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La Leggenda di Fitzcarraldo, delirio poetico in piena foresta amazzonica

I “30” di Rebibbia sono la ciurma sbrigliata del famoso avventuriero, il 30 settembre al Teatro Quirino Vittorio Gassman di Roma

Quando l’immaginazione muove le montagne. Quando un sogno impossibile tenta l’“accordo” surreale in un cosmo inesplorato e abbagliante, dominato dalla natura e dalle sue leggi estranee al conformismo moderno e alla ratio materialistica. Un abbraccio sconvolgente e trascinante tra epica esotizzante, digressione etico-filosofica, metafora esistenziale itinerante. Dopo il successo ottenuto il 26 maggio 2010 con lo spettacolo Viaggio all’isola di Sakhalin di Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito – frutto di intensi mesi di laboratorio con 30 detenuti-attori del carcere di Rebibbia – il Centro Studi Enrico Maria Salerno si appresta ad impegnarsi in un nuovo, complesso e appassionante progetto teatrale che vedrà sulle tavole la stessa affiatata compagine di detenuti-attori. Il 30 settembre alle h. 21.00 presso il Teatro Quirino Vittorio Gassman, sarà in scena lo spettacolo La Leggenda di Fitzcarraldo, drammaturgia e regia di Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito. Una bislacca compagnia di avventurieri, marinai e perdigiorno guidati dall’irlandese Brian Sweeny Fitzgerald, detto Fitzcarraldo, si imbarca tra fine ’800 e primi del 900 nella folle idea di costruire un teatro dell’Opera nel cuore della foresta amazzonica. In un mondo primitivo ancora sconosciuto allo sguardo occidentale, sorta di paradiso maestoso d’una seducente Circe ancestrale, irrompe la voce del tenore dei tenori, Enrico Caruso, che si diffonde attraverso un vecchio grammofono che fluttua lungo il fiume, sul battello a vapore che trasporta la composita ciurma. La musica cattura nel suo incantesimo nativi e intrusi, conforto alla durezza di una vita abbarbicata in una terra ostile e aspra quanto la dantesca selva, nella quale, narrano i miti indigeni, Dio stesso ha lasciato incompiuta la sua opera di creazione. Tra invenzione letteraria e biografia storica, i trenta protagonisti raccontano la precarietà di un’esistenza consumata nello sbando dell’imprevisto, in bilico tra un mondo e l’altro, tra una possibilità identitaria e l’altra, ma anche esercitata ad accettare i frutti del mistero, i nuovi incontri e la fertile spinta delle nuove sfide. L’ossessione donchisciottesca di un visionario si trasforma in impresa collettiva e in fulgida caotica metafora delle seconde occasioni, dell’infinita portata della speranza e della fantasia umana svincolata da limiti razziali, sociali, morali, culturali. Metafora anche della vita carceraria che esce virtualmente dalle sbarre per trovare nuove dimensioni del Sé nel sodalizio teatrale. Lo spettacolo è esempio felice del lavoro che dal 2002 il Centro Studi Enrico Maria Salerno, in accordo con la Direzione del penitenziario ed il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ha intrapreso presso il carcere di Rebibbia. I detenuti-attori coinvolti nei Laboratori sono oltre 100. Sono stati prodotti 7 spettacoli (Shakespeare, Dante, Cechov, Giordano Bruno, Eduardo…) con oltre 50 repliche per un totale di 22.000 spettatori. La poesia viva del teatro avvolge, contamina, arricchisce con la sua lingua politropa e il suo linguaggio metamorfico le coscienze, consentendo ai detenuti di affacciarsi al di là delle loro mura chiuse, tentando di suonare buona musica nella propria intricata foresta.

TITOLOE CAST

La Leggenda di Fitzcarraldo

drammaturgia e regia diLaura Andreini Salerno e Valentina Esposito

con i detenuti attori della Sezione G8 del Carcere di Rebibbia N.C.

Giuseppe Borzacchiello, Cristian Cavorzo, Francesco Chiappetta, Gaetano Cosenza,

Sabatino Di Guglielmo, Giovanni D’Ursi, Fabrizio Diana, Vincenzo Di Letizia,

Emanuele Gemito, Giacomo Gesù, Filippo Gibilras, Michele Minicozzi, Giampaolo Moscia, Romolo Napolitano, Roberto Pedetta, Giancarlo Porcacchia, Piero Proietti, Paolo Sbrescia, Antonio Sorrentino, Andrea Stoccoro, Sandro Verzili, Andrea Zaccaria

e con la partecipazione di Fabio Rizzuto

Ideazione scenografica Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito

Laboratorio scenotecnico Enzo Grossi

Costumi Paola Pischedda

Luci Valerio Peroni

Foto di scena Livia Cannella

Design grafico Alessandro De Nino

Direzione organizzativa Fabio Cavalli

LUOGO E INFORMAZIONI

Teatro Quirino Vittorio Gassman – Roma

30 settembre h. 21.00

di Sarah Panatta