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Sex Therapy di Robin Thicke

20/08/2010 | admin | Music News | 130 views   Print This Post Email This Post
Robin_Thicke_-_Sex_TherapyNe è passato di tempo da When I Get You Alone: era il 2003 e, all’epoca, Robin Thicke era solo un ragazzino di 26 anni con i capelli lunghi, ma si faceva notare per la sua bella voce.

Nel video, correva in bicicletta sulle note del campionamento di A Fifth of Beethoven di Walter Murphy (inclusa anche nella colonna sonora del film La Febbre del Sabato Sera) e sembrava facile prevedere che direzione avrebbe preso la sua musica: quella del pop/soul commerciale. Poi è arrivato il 2006 e Lost Without U, e abbiamo capito di aver sbagliato tutto: nuovo look, melodie sensuali e voce utilizzata in falsetto su un r&b di gran classe. Non è un caso che il singolo fosse contenuto in un album intitolato The Evolution of Robin Thicke. Nel frattempo, il cantante californiano è cresciuto: è diventato un temibile rivale per Justin Timberlake (è la sua versione “di nicchia”), ha vinto 3 Grammy Awards e si è guadagnato un posto di tutto rispetto nel panorama della musica black. A conferma dei risultati raggiunti, ecco che arriva Sex Therapy: The Session, il suo quarto studio album di cui ha detto: “Artisti come Marvin Gaye, Stevie Wonder e Al Green ci saranno sempre nella mia musica, ma ho voluto tirare fuori il mio lato hip-hop. D’altronde, sono cresciuto con Run DMC, 2 Pac, NWA, Jay-Z e volevo che questa volta si sentisse.” E dobbiamo dire che queste influenze si sentono, e come: nel retro soul di Mrs. Sexy, il cantante attinge al repertorio di Al Green, mentre in Million Dolla Baby il modello è Marvin Gaye. La title-track, invece, è una bollente ballad che, sia ritmicamente che per lo stile canoro, è degna del migliore Prince. Con Meiplé (sarebbe a dire: Me I Play) Robin Thicke si sposta nei territori dell’hip-hop duettando con Jay-Z: la canzone è un racconto sexy e ironico dell’avventura con una ragazza francese e cita, sia nel testo che nella musica, la splendida Brigitte Bardot, celebrandola con il campionamento della famosissima Moi Je Joue. Ma in altri brani, Thicke, sceglie la via più commerciale avvalendosi della collaborazione di grandi nomi del panorama black: se il duetto electro con la rapper Nicki Minaj (presente anche nell’ultimo album di Christina Aguilera) in Shakin’ it 4 Daddy, appare un po’ fuoriposto, It’s in the Mornin’ con Snoop Dogg raggiunge un buon equilibrio tra soul e hip-hop contemporaneo. L’album, è uscito anche in una seconda edizione da 18 tracce, intitolata Sex Therapy: The Experience: di questa versione sono da segnalare il bell’intro 911 e le due Start With A Kiss e I Got U, in pieno stile bossa. In entrambi i casi Robin Thicke sembra, ancora una volta, aver centrato l’obiettivo, seppur con qualche riserva: il bellissimo r&b che gli ha guadagnato la stima di tanti, ogni tanto sparisce all’ombra di qualche hit da classifica. C’è la voglia di puntare alle vendite e, indubbiamente, la partecipazione di artisti come Snoop Dogg e Jay-Z sono il sintomo di un’esigenza: quella di scrollarsi di dosso l’etichetta di “cantante di nicchia”. Almeno per un po’.

di Lucia Gerbino

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