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Paolo Fresu

16/11/2009 | Svevo Ruggeri | Jazz Session | 289 views   Print This Post Email This Post
Paolo_FresuLa Sardegna incontra il jazz

Jazz e tradizione sarda:  questa è la ricetta di Paolo Fresu uno dei trombettisti italiani più noti a livello internazionale. Tanti elementi confluiscono nella sua musica che spesso esce arricchita dall’incontro con altre arti come il teatro e la letteratura.

Difficile descrivere in poche righe la sua incredibile carriera che lo vede protagonista sia come solista che coinvolto in numerosi progetti musicali. Nato a Berchidda nel 1961 inizia a suonare la tromba a undici anni nel suo paese natale nella banda musicale Bernardo De Muro. Negli anni Ottanta scopre la musica jazz e nel 1984 si diploma  presso il Conservatorio di Cagliari. È lunga la sua discografia (include più di 200 titoli) e sono tante le collaborazioni del trombettista sardo, a partire dal suo Paolo Fresu Quintet, gruppo in continua evoluzione e con cui è maggiormente attivo ma anche l’Angel Quartet e il Devil Quartet. Paolo Fresu è inoltre coinvolto in vari progetti legati alla musica tradizionale sarda come Sonos ‘e memoria, Ethnografie e Il Rito e la Memoria che hanno visto la partecipazione di molti artisti della sua terra. Anche il sodalizio con numerosi musicisti di fama internazionale ha arricchito la musica di Fresu: il duo con Uri Caine, le collaborazioni con Carla Bley e Steve Swallow. Una nota a parte merita il trio con Richard Galliano e lo svedese Jan Lundgren da cui è scaturito uno dei gli album più belli dell’ultima decade, Mare Nostrum (2007): in quest’album la musica diventa un linguaggio magico in cui, oltre alle composizioni originali, il tocco mediterraneo di Fresu si incontra con la fisarmonica e il bandoneón di Galliano e il pianoforte di Lundgren dando nuova vita a brani di Jobim, Ravel e Trenet. L’anima di Fresu è quella di un artista che, nonostante il suo forte legame con il jazz, getta uno sguardo su tutto, anche sulla musica classica. E magari sarà proprio questa, in futuro, a riservarci nuove e splendide sorprese.

di Lucia Gerbino

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