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Ronnie James Dio, we cry out for magic

Ronnie_James_Dio_1La malattia ha spezzato lo “steel man” dell’heavy metal

“Steel”, acciaio. Una parola breve, eufonica, che si presta facilmente alla rima nella lingua inglese.

Ronnie James Dio l’ha usata spesso nelle proprie canzoni, con “feel” e, soprattutto, con “wheel”, la “ruota” che gira incessantemente e trascina con sé ogni cosa, metafora dell’inesorabilità della vita, ma anche di forza d’animo e determinazione inarrestabili. L’acciaio si è spezzato, alla fine, nella mattina del 16 maggio 2010, la magia si è dissolta, la ruota si è fermata: Ronnie si è spento alle 7.45, ora di Houston, con accanto i parenti e gli amici più stretti, stroncato dal male contro il quale stava combattendo dal novembre del 2009. La notizia che non avremmo mai voluto dare, che ci ha fatto trattenere il respiro nei mesi passati, è purtroppo arrivata, scioccando i fan sparsi per il mondo e l’intero ambiente musicale: la voce del metal non canterà più. In queste ore non si contano gli artisti e le band che stanno rendendo omaggio via web al grande musicista scomparso (Ritchie Blackmore, David Coverdale, Glenn Hugues, gli Iron Maiden, i Kiss, i Twisted Sister, i Judas Priest, Mike Portnoy dei Dream Theater, Nikki Sixx dei Mötley Crüe, Billy Corgan degli Smashing Pumpkins, solo per citarne alcuni). 
Eppure lo avevamo creduto tutti possibile, vedendo le interviste rilasciate in occasione del Revolver Golden Gods Award 2010 (appena l’8 aprile scorso), durante il quale Dio era stato premiato come Best Vocalist: gli stessi occhi, gli stessi capelli, lo stesso viso di sempre, dopo ben sette somministrazioni di farmaci chemioterapici ed innumerevoli esami diagnostici e clinici. Il “drago”, l’incarnazione del male, quello cantato in Killing the Dragon (Spitfire Records, 2002), poteva davvero essere sconfitto. Ronnie ci era sembrato un autentico Iron Man, mentre annunciava al mondo la propria “positive attitude” dai microfoni della ArtisanNews. Forte nella propria magrezza, incredibilmente lucido ed obiettivo, capace di parlare con grande serenità ed amabilità della durezza estrema delle cure e della malattia. Il tour annunciato degli Heaven and Hell, che sarebbe dovuto partire da Nickelsdorf il prossimo 13 giugno, era stato accolto dal pubblico come un bellissimo miracolo, come una nuova occasione per vedere i quattro pionieri del metal insieme con l’energia di sempre, più forti del tempo e delle avversità della vita. Sarebbe stato, per molti, il “Fuck Cancer Tour” 2010. Le date erano state poi cancellate (con comunicazioni su tutti i siti ufficiali della band), ma ancora nulla faceva presagire un esito così tragico. Anzi, Ronnie James Dio aveva promesso nuova battaglia alla malattia dalle pagine del proprio sito web.
Lo stop, infatti, anche se necessario, non sarebbe stato una resa. Il malato avrebbe fatto le scelte migliori (“I think I’ve done all the right things”, aveva in precedenza dichiarato) e nella consapevolezza di averle fatte, nel calore e nella vicinanza degli amici avrebbe trovato la forza per affrontare le prove successive. In più, sembrava che l’attività in studio stesse comunque proseguendo: per i Dio, Ronnie stava dando inizio ad una nuova fase compositiva insieme al chitarrista Craig Goldy. Per gli Heaven and Hell, il cantante stava supervisionando il montaggio di un Live DVD di prossima uscita. Ancora, Ronnie aveva da poco partecipato alle registrazioni del nuovo album di David “Rock” Feinstein, suo cugino e già chitarrista degli Elf, prestando la propria voce per un brano dal titolo Metal Will Never Die. Come dire: “I’m steel, so come and try to bend me, if you can” [The Shed (Subtle),  da Long Live Rock ‘n’ Roll, Polydor Records, 1978]. Quel che resta oggi, dopo il precipitare degli eventi, tra lo sconcerto ed il dolore dei fan, è la straordinaria lezione di vita di un uomo che, a dispetto della ferocia e della mostruosità del proprio “drago”, non si è mai piegato.

“…this set back could be devastating, but we will not let it be. With your continued love and support, we… will carry on and thrive. There will be other tours, more music, more life and much more magic”.
Ronnie James Dio
www.ronniejamesdio.com

I biglietti acquistati per le tre date italiane degli Heaven and Hell saranno integralmente rimborsati secondo le modalità descritte alla pagina web http://ticketone.it/nc_id358219_Heaven-and-Hell-Tour-annullato.html

di Cristina Scatolini

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Svevo Ruggeri
Svevo Ruggeri
Direttore, Editore e Proprietario di Eclipse Magazine