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Più libri più liberi…ed aperti al nuovo per superare la crisi

fiera libroCrisi soprattutto dei piccoli imprenditori indipendenti che soffrono il sopravvento dell’e-book

Si è conclusa da pochi giorni la Fiera del Libro, intitolata magistralmente “Più Libri più liberi”. L’insegnamento principale che ne rimane è che leggere rende persone più libere, con la formazione di una loro coscienza personale e una sensibilizzazione a problematiche importanti, che resterà al di là del singolo libro, del singolo evento culturale o del singolo concorso letterario.

La lettura è in grado di unire culture diverse e distanti, per gemellaggi che diventano veri e propri connubi. In Italia specialmente si tratta di un universo tutto in espansione; all’epoca in cui l’e-book rappresenta il 42% della produzione della produzione (tra carta e digitale escono 8.150 titoli in un mese), solamente il 53% della popolazione è connessa, di cui soltanto il 35% usa Internet per acquisti on-line. Un mercato dunque che non può che crescere, a confronto di realtà già arrivate per così dire, che hanno raggiunto il massimo livello di fruibilità. E proprio i concorsi letterari dimostrano questa capacità di unire ed accomunare civiltà. Presentati (dopo un minuto di silenzio per la scomparsa di Nelson Mandela) i premiati del Maggio dei Libri 2013, si è invitato a partecipare a quello del 2014 (che si terrà dal 23 aprile al 31 maggio 2014 in tutta Roma). Dopo c’è stata la consegna dei riconoscimenti (7 premi e 6 menzioni) da parte della preside di giuria, Loredana Lipperini, e di Flavia Cristiano, direttrice Centro per il libro e la lettura del concorso “Leggere…mi piace” organizzato dal Centro per il libro e la lettura (che ha realizzato anche un calendario distribuito in omaggio ai partecipanti). Considerata l’alta adesione (33 istituti, di cui 16 scuole primarie, 14 secondarie di I grado e 3 di II grado), si è fatto il parallelo con il Premio Goncourt, vista la presenza del poeta e scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, intervistato dal direttore dell’Espresso Bruno Manfellotto, in un incontro dal titolo emblematico: “Leggere come scelta di libertà”, quella alla base dei movimenti di sommossa della rivoluzione araba. Pertanto si è rivolto uno sguardo anche al Festival della narrativa francese (dal 3 al 20 febbraio).

E si è fatto un appello ad investire sui giovani. Non a caso, in un periodo di crisi in cui la piccola e media editoria viene oppressa da un mercato le cui regole sono state stravolte dal digitale e dal digital divide, diventa fondamentale il coinvolgimento delle scuole; Lidia Ravera, assessore alla Cultura e allo Sport nella Regione Lazio, ha annunciato lo stanziamento di 2 milioni di euro per finanziare 32 progetti, destinati a riportare in auge musei, biblioteche (“presidi di alfabetizzazione, di salute pubblica, di integrazione culturale” definite in quanto cultura è sviluppo), librerie e archivi storici di tutta Italia. Puntando su una “letteratura rinnovabile”, che vede i libri quali “catalizzatore e animatore di passione”. Per risollevare questo turismo culturale si sta pensando di rivedere il piano per la promozione della lettura.

Lettura che è anche memoria e pertanto si è voluto ricordare Sandro D’Alessandro, un editore indipendente scomparso da pochi mesi. Commemorando così l’impegno ed il sacrificio di tutti i piccoli imprenditori editoriali come lui. Per fare cultura, però, occorre la formazione. E così è stato illustrato l’8° Corso di Alta Formazione in Gestione della Libreria, diventato uno spazio completamente rinnovato. “È un luogo – spiega Silvia Avallone– in cui si crea il lettore e in cui il libro inizia a vivere veramente. Abbiamo tutti insieme una sfida enorme da affrontare: stiamo respirando la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra; la certezza è la fame di storie. Si va in libreria per conoscere altre realtà, altri Paesi, altre storie. L’incontro col pubblico (delle librerie o delle presentazioni di testi) non è fine a se stesso, ma costruttivo. Bisogna parlare in maniera proficua. Vi dico: siate coraggiosi, osate. La crisi si combatte con l’apertura, la solidarietà, il dibattito e la riflessione”.

Sono soprattutto le donne ad essere portatrici del cambiamento. A livello internazionale. E da qui la presentazione del Concorso Lingua Madre in cui donne straniere di 2^-3^ generazione si raccontano. “La lingua è uno strumento d’espressione, una risorsa importante e bisogna dare un’opportunità a tutti di sfruttarlo per uscire dall’isolamento e farsi portavoce del cambiamento”, disse la ministra Cécile Kyenge al Salone Internazionale del Libro di Torino. Ed a veicolare la cultura è soprattutto il giornalismo, che deve interagire col pubblico intervenendo su problematiche importanti (sociali, politiche e culturali: omofobia, elezioni, carcere), che i colleghi de L’Espresso hanno saputo fare abilmente. Ed a proposito ci vengono in mente le parole scritte da Roberto Saviano sul n. 49 dell’Espresso del 12 dicembre seguente: “Scrivere può essere pericoloso. Chi scrive, chi approfondisce, chi svela dinamiche, deve essere tolto di mezzo. Arrestato, diffamato, umiliato, allontanato dagli affetti, annientato agli occhi di chi era disposto a prestargli ascolto e di chi era sensibile a quanto stava denunciando. […] In un momento in cui ognuno si sente in crisi –propria personale e comune- i libri possono essere interlocutori con cui confrontarsi. Attraverso cui scopriremo che altri hanno vissuto le nostre crisi e che forse esistono mezzi e prospettive per poterne uscire. Attraverso i libri, il confronto, troveremo soluzioni e speranza. Quella che ora vediamo perduta”.

Quella speranza che la Fiera vuole dare e intravedere. Tra tutti i temi trattati: musica, cinema, sport, spettacolo, cucina, scienza e fantascienza, si è dimostrata una Fiera aperta, in un connubio di lettura e ambiente sempre più stretto, in questo viaggio nella cultura che vede persino organizzate delle “crociere culturali” da parte di Grimaldi Lines.

In un’epoca in cui occorre reinventarsi, molte le iniziative curiose inventate: da “la notte bianca dei lettori” (una notte intera a discutere di testi); a “Un bosco di libri” per incontri in cui riscoprire il binomio albero-libri; a “fatti pungere dalla voglia di leggere”; a “biblioteca fuori di sé” o “leggiamoci fuori scuola” per portare i libri all’aperto per la città; anche il sabato sui banconi del mercato; o “Scrittori a scuola”, per far diventare anche i più piccoli autori che recitano le loro storie; o vere e proprie maratone di letture.

di Barbara Conti