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Barack Obama: I sogni di mio padre

11/03/2010 | Svevo Ruggeri | Narrativa | 62 views   Print This Post Email This Post
I_sogni_di_mio_padre_-_Barack_Obama_-_NutrimentiAccade davvero di rado, leggendo l’autobiografia di un uomo politico, di trovare accenti sinceri che colpiscono per le confessioni di vuoti esistenziali, errori poco edificanti, passioni capaci di colmare i primi e far superare i secondi.

Se, poi, l’uomo politico in questione è Barack Obama lo stupore raggiunge livelli ineguagliabili.
Quando – primo nero nella storia – fu eletto presidente della Havard Law Review, sull’onda del clamore che seguì all’evento, un editore propose all’attuale presidente americano di raccontare la sua storia.
Fu così che nacque “I sogni di mio padre”, racconto senza reticenze e ipocrisie dei primi trent’anni di vita di Obama, la storia non facile di un’esistenza “a metà”, sempre in bilico sul baratro di una non perfetta identificazione: un americano nato dal matrimonio fra un uomo di colore originario del Kenia ed una donna bianca, nata in una piccola cittadina del Kansas.  Il tutto in un’America dove ieri, come oggi, la questione razziale non pare ancora del tutto risolta.
Ed è proprio questa questione a tormentare gli anni di maturazione del presidente insieme al vuoto affettivo causato dall’assenza del padre, tornato in Africa dopo la separazione dalla madre e di fatto assente per quasi tutta la sua esistenza dalla vita del figlio.
Obama compie un viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio, alla ricerca delle sue origini; un cammino doloroso e difficile di riscoperta della sua cultura e della sua identità di afro-americano nato in Kansas, cresciuto alle Hawaii e destinato, al contrario di molti americani neri, ad essere protagonista di una folgorante ascesa politica fino all’elezione al Senato degli Stati Uniti e poi al vertice della nazione.
Un percorso tutt’altro che facile, che passa anche attraverso vicende private di smarrimento e confusione, raccontate con coraggio da Obama che ammette di avere cercato di annientare i suoi demoni stordendoli con l’erba, l’alcool e finanche la cocaina. Dicendo si sé senza falsi pudori: «Tossico. Fumato, Ecco dov’ero arrivato».
Ma, a volte, è proprio toccando il baratro che si trova la forza di risalire la china.

Barack Obama
I sogni di mio padre
Nutrimenti
pp. 460
€ 18,00

di Rosa Maria Geraci

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