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Quella folle estate di paura

Lestate_della_paura_-_Dan_Simmons_-_Gargoyle_BooksQuei favolosi anni sessanta… abbiamo guardato film, letto libri e visto musical che hanno celebrato quel periodo.

La crescita del rock and roll, lo sviluppo delle tecnologie, il raggiungimento di una coscienza mondiale finalmente instradata sulla retta via con Kennedy e Luther King, capaci di coinvolgere gli animi dei giovani d’ogni zona del così detto Occidente. Ma gli anni sessanta non furono solo il boom economico e la nascita dell’ “American Dream”… Dan Simmons, l’autore del libro “L’estate della paura”, prova ad introdurci nella realtà dell’entroterra americano dell’Illinois, in una fantomatica zona agricola che d’inventato ha solo il nome Elm Haven.
La realtà è vista dagli occhi di Mike, Duane, Dale, Kevin, Harlen e Lawrence, amici, adolescenti, che vivono la gioia del loro ultimo giorno di scuola prima delle vacanze estive, che corrisponde anche all’ultimo giorno di vita della loro scuola: la Old Central School.
Cosa c’è di più terribile della scuola? Spesso teatro di effettivi drammi, nel libro è il fulcro di un male recondito e così inattaccabile che desidera solo di essere risvegliato. Un male simbolicamente racchiuso in una campana di bronzo millenaria, smaniosa di riportare in vita il caos di antiche maledizioni al suono del suo rintocco.
L’arte autentica di Dan Simmons è nel saper destare i timori del clima scolastico e trasformarli in qualcosa di soprannaturale che annienta le certezze dei protagonisti fagocitandoli nella più classica paura del buio, che allo stesso tempo è simbolo dell’inevitabile morte di un mondo adolescenziale nel momento della crescita.
Eppure l’orrore c’è… ed è dei più spaventosi.
Le contrapposizioni sono il nucleo dello scritto: se da una parte le fragranze di una natura in piena rigogliosa crescita conferiscono alla contingenza il piacere di essere vissuta, è dietro l’angolo il terribile camion della “raccolta”, che viene annunciato dall’angosciante odore di decomposizione, con il suo carico di animali morti… vittime recuperate dagli asfalti cittadini.
“L’estate della paura” è un romanzo complesso, che annienta il preconcetto comune che vuole i libri horror inseriti in un contesto qualitativo di serie B. L’autore offre una lettura che travalica la storia nuda e cruda, e permette di scorgere più livelli interpretativi che vanno a toccare argomenti di diversa natura. Ad esempio la fine dell’infanzia col suo mondo fantastico: i ragazzi protagonisti sconfiggeranno il male, ma in fin dei conti permetteranno a loro stessi di superare l’adolescenza, di per sé ricca di contrasti, ritrovandosi ad essere più adulti.
Altri elementi sparsi tra le righe  riguardano l’esoterismo, la storia seicentesca della Roma papale, i rapporti interpersonali tra diverse generazioni e la pesante stratificazione sociale ghettizzante già così viva negli anni ’60. Sono presenti alcuni capitoli che descrivono situazioni marcatamente statunitensi, che rischiano di non essere compresi in maniera esaustiva, tuttavia sono elementi d’interesse per un lettore curioso.
Un romanzo intelligente, ricco di suspance, capace di far provare sia sensazioni da brivido, che la felicità che può cogliere un bambino nel vivere le gioie della sua fantasia… e i timori reconditi delle sue paure.

Titolo:   L’estate della paura. L’orrore di Elm Haven
Autore:   Simmons Dan
Editore:  Gargoyle   Books
Prezzo:   € 17,50
Anno:     2006
Pagine:   636

Di Svevo Ruggeri

Svevo Ruggeri
Svevo Ruggeri
Direttore, Editore e Proprietario di Eclipse Magazine