La figura di cera
Riccardo D’Anna firma un particolarissimo gotico italiano, che si nutre di varie influenze: dall’horror vittoriano, al mystery, al giallo. Con affascinanti rimandi culturali all’esoterismo nazista e all’estetismo di inizio Novecento
Da una salma scomparsa prende vita “La figura di cera”, interessante esperimento letterario di Riccardo D’Anna, che prende a pretesto le atmosfere del romanzo di genere e in particolare di quello noir per compiere una commistione di stili, canoni letterari e spunti culturali. Il libro, ideale prosecuzione de “Il morso sul collo” di Simon Raven, incrocia abilmente l’aspetto terrifico con la struttura narrativa del giallo all’inglese, aggiungendo elementi storici e note di costume. L’operazione è resa possibile dal particolarissimo personaggio dalla cui scomparsa trae origine la vicenda narrata: la marchesa Lucrezia d’Ateleta di Montevago, il cui corpo sparisce misteriosamente dalla tomba in cui è riposto. La marchesa non era una nobildonna qualunque: musa ispiratrice di D’Annunzio, grande appassionata d’occultismo e di animali esotici, inesorabile ammaliatrice dai mille lati oscuri e misteriosi. Anche nella sua assenza, la figura della Montevago aleggia sui misteriosi suicidi che cominciano a susseguirsi. . A provare a dare un senso all’enigmatica vicenda, saranno John Tyrrel, un ispettore dall’elevata capacità deduttiva, Anthony Seymour, voce narrante di tutto il romanzo, e Pierse Clarence, uno studente di college particolarmente sagace. I protagonisti si muoveranno alla ricerca del suo calco di cera, con cui questa affascinante signora avrebbe potuto tornare alla vita, toccando tanti luoghi che sono anche simboli culturali e storici: dalla capitale inglese a Venezia, per svariati anni teatro dello stravagante stile di vita della marchesa, dove incontreranno Peggy Guggenheim, per poi arrivare a Berlino, città ancora martoriata dalla guerra del decennio precedente. Sarà proprio nella capitale tedesca che i tre protagonisti avranno a che fare con realtà inaspettate e sconvolgenti, venendo a contatto con le radici mistico-esoteriche dell’ideologia nazista, di cui ancora si nutrono insospettabili nostalgici. Atmosfere noir e sfondi storici, dunque, per una rivisitazione del romanzo noir, perfetto per fornire al lettore il pathos e l’adrenalina necessari per chiudere il libro solo dopo averlo terminato. Una dimostrazione di come anche un romanzo di genere possa unire l’intrattenimento alla qualità.
Autore: Riccardo D’Anna
Editore: Gargoyle, Collana Nuovi Incubi
Prezzo: € 13,50
Pagine: 186
di Angelina Di Fronzo










