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Il Morso sul Collo: quando è la società a succhiarti l’anima

il_morso_sul_collo.jpgDopo 41 anni il romanzo di Simon Raven torna con una nuova traduzione

Non sempre l’horror rappresenta una vera fonte di orrore. Vampiri, streghe e mostri di varia natura spesso altro non sono che metafore di quanto di più sbagliato, malato e marcio possa esistere all’interno di una società.

Questa è la visione di Simon Raven, questo è quanto accade ne Il morso sul collo, romanzo edito nel 1968 da Longanesi, tornato di recente nelle librerie con una nuova traduzione per le edizioni Gargoyle Books. Un racconto morale più che un vero e proprio romanzo horror, un atto di accusa ai codici sociali che reprimono e annientano la libertà di espressione individuale. La ribellione nei confronti di un meccanismo perverso che il protagonista, Richard Fountain, fine letterato e studioso di discipline umanistiche, decide di attuare attraverso la fuga. Richard parte quindi alla volta della Grecia, un’occasione per prendere le distanze dal soffocante senior tutor, Walter Goodrich. Ed è proprio a Idra, un’isola dell’Egeo, che il protagonista farà un incontro decisivo per la sua esistenza. Attraverso la conoscenza della misteriosa Criseide, lo studioso riuscirà infatti finalmente a liberarsi finendo, al tempo stesso, per restare sempre più attratto e irretito da un oscuro culto millenario. A 41 anni dalla sua prima pubblicazione, in un periodo in cui la letteratura vampiresca riscuote un successo sempre crescente, Il Morso sul collo propone ai lettori del genere un’interpretazione nuova e originale del vampirismo. Questi esseri mostruosi, infatti, sono in realtà soltanto un pretesto per raccontare l’orrore che si cela dietro i conformismi e i formalismi della società. Non sono i vampiri a succhiare il sangue, ma è piuttosto la società a succhiare e annientare l’anima di ognuno. Ne Il Morso sul collo Raven riflette, con molta probabilità, la propria esperienza personale. Nel racconto, infatti, è possibile ritrovare una netta denuncia nei confronti dei codici sociali, atteggiamento che rientra d’altra parte anche nel vissuto dello scrittore. Raven è un anticonformista ed uno tra i più eccentrici, esuberanti e caustici commentatori del costume inglese. Non aspettatevi quindi il solito libro sui vampiri. Raven voleva scrivere, forse, un libro sull’umanità.

di Cristina Columpsi

Svevo Ruggeri
Svevo Ruggeri
Direttore, Editore e Proprietario di Eclipse Magazine