Obereggen e Carezza: lo sci è di livello internazionale
dicembre 6, 2016
Mercatino di Natale di Castelrotto: il Natale profuma di panpepato
dicembre 7, 2016
Show all

Jack LondonStoria di un autore che fuse il senso della vita nell’avventura, donando al mondo una produzione letteraria eccellente, che non conoscerà mai l’oblio

«Per intenderci bene, prima di fare la strada, bisogna che il lettore mi conosca interamente, sappia di chi e di che cosa voglio parlare e sia disposto ad ascoltarmi con simpatia e benevolenza. Avanti a tutto: sono un uomo normale e, benché abbia bevuto sempre e tanto, non ho alcuna disposizione fisica innata per gli alcolici. Non sono né stupido né depravato, eppure conosco fin nei particolari e nelle minime sfumature l’arte del bere. Bevo con discernimento e quindi non mi capita mai di dover essere messo a letto né di barcollare. Sono, in breve, sotto tutti gli aspetti, una persona normale, e appunto gli effetti dell’alcol su bevitori normali io voglio descrivere, senza preoccuparmi affatto dell’infinitesimamente piccola minoranza degli alcolizzati.
La repulsione stessa del palato dimostra che l’alcool non è gradito all’organismo… eppure, malgrado il ribrezzo fisico, i ricordi più felici della mia infanzia sono proprio quelli delle ore passate nei saloon.»

Sono parole John Griffith Chaney, figlio illegittimo, nato in una San Francisco in pieno sviluppo industriale e cresciuto da una nutrice di colore. John è cagionevole di salute, tanto che in giovane età ammalatosi insieme alla sorella, sentì la madre informarsi con il medico se i figli sarebbero morti entrambi nel giro di pochi giorni, così da poter risparmiare sulle spese del funerale.
John vive con una rabbia repressa nei meandri del suo animo che riesce a trasformare in ingordigia di vita. È per questo motivo che appena può fugge di casa e stringe amicizie con individui poco raccomandabili della sua città, diventando pescatore clandestino di ostriche e cacciatore di foche presenti nei mari di San Francisco. Tuttavia la sua educazione lo guida per il meglio, avvicinandolo a mestieri più raccomandabili, ed è facendo lo strillone di giornali che si riavvicina al desiderio di proseguire gli studi. Si diploma e partecipa alla redazione del giornalino universitario, e la sua via è ormai delineata tra scrittura e avventura. Lui ancora non lo sa, ma la sua metamorfosi è compiuta: «Studiavo diciannove ore al giorno, fin quando non sostenni l’ultimo esame. Non volevo assolutamente più vedere libri. Non c’era che un’unica cura che mi potesse guarire, ed era riprendere le avventure.» John Griffith Chaney non esiste più, da ora in poi sarà Jack… Jack London.
Jack London
Si inventa cercatore d’oro in America, e avventuriero nei mari del Giappone per la caccia alle balene, ma trovandosi in quei luoghi muta il suo interesse trasformandosi in corrispondente di guerra russo-giapponese, riappropriandosi così della sua naturale capacità di scrivere. È ormai tempo di rientrare nel suo Paese, ed incomincia a viaggiare in Alaska con una specie di biblioteca al seguito, nella quale primeggiano tre testi apparentemente antitetici, ma che aiutano a comprendere il suo essere: “Il Paradiso perduto” di Milton, “Il Capitale” di Marx e “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche.
Queste letture unite alla scoperta della “teoria evoluzionistica” di Darwin e alla lettura di Jung, contribuirono in maniera considerevole a formarlo e a suggerirgli il più incredibile romanzo cui diede vita e che rimane rivoluzionario per la letteratura del tempo, tanto da essere attualissimo ancora oggi, trattando tra l’altro di visioni sciamaniche e di reincarnazione: “Il vagabondo delle stelle“, penultimo della sua produzione.
Jack London è un autentico eroe della sua vita, e in ogni libro che scrive c’è del vissuto in prima persona, tanto che alla luce della propria avventurosissima esistenza, la sua prosa sembra essere cronaca. È stato capace di donarci pagine memorabili e personaggi che ricorderemo per sempre.
Il richiamo della foresta“, “Zanna bianca“, “Il lupo dei mari“, “John Barleycorn“e “Martin Eden“sono solo una piccola selezione di indiscutibili capolavori della narrativa mondiale che rimarranno sempre vivi e basilari nel processo di formazione culturale di ogni individuo.
Collaborò con le testate giornalistiche più celebri dell’America del suo tempo, seguendo sempre il suo modo di pensare che lo portò a definire Pancho Villa ed Emiliano Zapata come “ladri e banditi“, e a scrivere nel libro “Il popolo degli abissi” il resoconto della condizione disastrata delle realtà sociali dopo la guerra anglo-boera di inizio novecento, come vero trattato sociologico, fingendosi marinaio, dormendo addirittura nelle baracche, frequentando prostitute, poveri, e ogni genere di umanità intesa come rifiuto sociale.
 jack-london-4

In tutta la sua carriera letteraria scrisse oltre 50 volumi che lo resero tra gli autori i più famosi e meglio retribuiti del suo tempo.
Ciò nonostante ed inesorabilmente, arriva una mattina fredda di fine novembre del 1916 quando, all’età di 40 anni, decide di iniettarsi una dose di morfina con l’intento conclamato di uccidersi.
Quel desiderio di mordere la vita e di gustare ogni suo frangente fino all’estremo lo ha portato, forse,  ad una rapida consunzione psichica, e come una candela accesa da entrambe le parti fa più luce ma dura di meno, così un’esistenza sfolgorante e gloriosa si è estinta presto, con il gusto di un ultimo “bicchiere”in bocca, e una iniezione volutamente letale nel braccio.
«Preferirei essere cenere che polvere! Preferirei che la mia fiamma bruciasse in una vampa brillante piuttosto che venire ricoperto dalla muffa. Preferirei essere un magnifico meteorite, con atomi che bruciano e si infiammano, piuttosto che un pianeta immobile e assopito.»
Così muore Jack London, che verrà in seguito idealizzato dal fascismo, bruciato nei roghi in piazza concepiti dal nazismo, esaltato da alcune frange comuniste, ed infine sfruttato da Hollywood, che lo celebrò producendo memorabili pellicole.

di Svevo Ruggeri

 

Jack London

Svevo Ruggeri
Svevo Ruggeri
Direttore, Editore e Proprietario di Eclipse Magazine