Ute Lemper – Songs for Eternity
maggio 23, 2017
Oroscopo della settimana dal 29 Maggio al 4 Giugno
maggio 29, 2017
Show all

Intervista alla scrittrice Lisa Lambertini

E se i Vampiri, almeno alcuni di loro, fossero buoni come quelli di Twilight? E se i più antichi ed i più saggi di loro decidessero di tramandarci la loro secolare esperienza, e per farlo aprissero una vera e propria Accademia dentro un castello sullo stile di Hogwarths? Queste sono solo alcune delle suggestioni che ritroverete nei vampiri di Dexter Hall, protagonisti della saga firmata da Lisa Lambertini.

Lisa, giovane mamma ed autrice bolognese, ha ri-pubblicato il suo romanzo d’esordio dal titolo La Danza dei Cuori con la casa editrice Virginia Edizioni, presentandolo presso il pittoresco Rifugio degli Artisti lo scorso 13 maggio 2017.  La prima pubblicazione dello stesso titolo era stata edita da Freccia d’Oro edizioni lo scorso anno.

  • Come mai cambiare casa editrice? E perché scegliere di ricominciare … da capo, in un certo senso?

Perché la saga non può essere completa.  Avendo interrotto il mio rapporto con la vecchia casa editrice, rischiavo che la gente non potesse poi conoscere la storia dall’inizio, sin dal primo capitolo. Per ogni personaggio ho immaginato pian piano moltissime storie, e questo mio non volerlo “decapitare” è non solo un atto di pignoleria da parte mia … ma d’amore per i miei vampiri. Vampiri, quelli di Lisa, che avvincono i mortali in un rituale che segue un tempo ed un ritmo ben precisi … un ritmo scandito da passi di walzer.

  • Che cos’è esattamente per te la Danza dei Cuori?

La Danza dei cuori è … il momento supremo. Il mio vampiro non è un morto vivente, ma un immortale. Questa è una differenza sostanziale tra il vampiro canonico tradizionale e l’immortale che a poco a poco viene svelato nella storia.

  • A proposito di storie … si vede che sei un’amante di storie di vampiri. Qual sono i romanzi di genere che ti hanno più ispirata?

Io amo Stoker e la Rice, amo la saga dei Diari della Famiglia Dracula (cfr. Jeanne Kalogridis).  Il mio vampiro “gioca” con l’aura, si rende invisibile, nebbia … insomma, mi rifaccio un po’ a tutte le tradizioni culturali sul mito.

  • Il mito del vampiro.  Cos’è per te il Vampiro?

Qualcuno che necessita di ricevere dall’altro: che sia il semplice sangue, che le emozioni, le sensazioni … l’energia vitale. Una creatura destinata ad un’esistenza infinita rischia di non trovare alcuno stimolo e dai mortali che hanno – nella loro pur breve esistenza – sogni, progetti, gioie e dolori … loro traggono vita.

  • So che del tuo libro sta già per essere girato il film …

Sì, il progetto va avanti, il regista sarà Luciano Silighini, sarà girato prossimamente in Francia, precisamente a Novembre, a Le Lilas, città vicino a Parigi … ed il 25 maggio ci saranno i primi provini per gli attori a Milano.

  • Come hai conosciuto il regista?

Oddio, che domandona! Beh, è una storia lunga … diciamo che è lui che mi ha trovata, dopo che io ho indicato in un suo antenato la figura dell’unico pontefice ad aver investigato sulla reale esistenza dei vampiri (il vino del vampiro – Prospero Lambertini), e così quello che io indicavo come probabile tratto genetico , giocando con il mio cognome, ha fatto ‘sì che lui si incuriosisse.

  • Lisa, i tuoi libri hanno già un certo seguito … e non solo i libri, ma anche tu a giudicare dalla “corte di vampiri” che ti porti dietro a tutti i tuoi eventi.

Immagino tu alluda al Moro VampireLab … è una costola del lavoro di Andrea Moretti, congiunto al mio scrivere. Potete trovare tutto su www.moroeventi.com

  • Ma di che si tratta esattamente?

Si tratta di laboratori dove si accresce la capacità di trasmettere emozioni attraverso la mimica, gli sguardi e i gesti. Comunicare senza parlare.

  • E loro lo fanno … travestiti da vampiri.


Beh, sì, perché il vampiro ha fascino da vendere! (ride) Scherzi a parte, i miei vampiretti del Moro Vampire Lab fanno davvero spettacolo, e grazie ad Andrea Moretti abbiamo dato il via ad un modo diverso di raccontare a tutti il mio romanzo … e farlo vivere.

di Chiara Alivernini