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Intervista a Mario Riso

Mario_RisoRezophonic sostiene “Un gol per l’Africa”: quando la musica incontra il sociale

La scena rock alternativa italiana ha dimostrato di non essere solo alcol, droga e Bestie di Satana!” (Mario Riso durante un’apparizione nel programma televisivo di Rai2 “Scalo76”).

La musica può toccare le corde più profonde dell’anima, quelle celate dai tentacoli della superficialità che uccidono l’essenza, quella pura e melodica. Può anche andare oltre l’intrattenimento e diventare un vero e proprio progetto umanitario. È il caso di Rezophonic (www.rezophonic.com), una proposta discografica che riunisce i grandi nomi della scena rock alternativa italiana (Caparezza, Giuliano Sangiorgi, Le Vibrazioni, Lacuna Coil, Pino Scotto, Andy dei Bluvertigo, Marco Cocci dei Malfunk e molti altri) con l’obiettivo di “offrire da bere a chi ha veramente sete”. L’iniziativa è di Mario Riso (www.marioriso.com), storico batterista nel panorama rock italiano e socio fondatore del canale satellitare Rock Tv (Sky canale 718). Il primo album, nato per celebrare i vent’anni della sua carriera artistica e realizzato con il supporto tecnico di Marco Trentacoste nel 2006 (presto verrà seguito da una seconda pubblicazione, già anticipata dal singolo “Nell’acqua”), sostiene il progetto idrico di Amref Italia che ha come scopo la  realizzazione di pozzi d’acqua nel Kajiado, una delle regioni più aride del mondo. A riprova della serietà e della concretezza di Rezophonic, Amref ha nominato Mario Riso socio onorario dell’associazione. Eclipse Magazine lo ha intervistato in occasione della pubblicazione del brano “Una stella in Africa”, composto per i Mondiali di calcio 2010 a sostegno della campagna di raccolta fondi “Un gol per l’Africa” firmata Amref e Unicef.

Il rock e la beneficenza, due elementi alla base della tua carriera. In che modo sei riuscito a coniugarli lungo il tuo percorso artistico?
In realtà, non ero mai stato attento ai problemi del pianeta fino a quando ho compiuto un viaggio in Africa con la Nazionale Artisti Tv. Ho trascorso i primi due giorni da perfetto turista. Il terzo giorno ho invece avuto il piacere di conoscere un grande uomo, Icio de Romedis (membro del Consiglio Direttivo, sostenitore dei progetti Amref da 15 anni n.d.r.), che mi ha parlato di alcune spedizione benefiche a favore dei bambini del Terzo Mondo alle quali ho voluto partecipare. E’ stato un incontro che mi ha cambiato la vita: una volta rientrato in Italia, ho avuto la consapevolezza di essere un “privilegiato”  e di fare un lavoro “d’intrattenimento”, quale è appunto quello del musicista. Ho sentito subito la necessità di fare qualcosa per rendere grazie alla fortuna che da sempre ha contraddistinto la mia vita, così ho deciso di provare a far del bene attraverso la mia musica. Ed è lì che è nato Rezophonic.

Attraverso il progetto Rezophonic hai quindi attribuito un fine socialmente utile alla musica. Dunque quest’ultima si è in un certo senso sostituita alla politica?
Io credo che ciascuno debba rispondere solo a se stesso, delle proprie azioni. Ho scelto di aiutare Amref nel progetto idrico perché l’acqua non ha colore di pelle, né di bandiere politiche. L’acqua è vita, è sopravvivenza. Ho sposato questa causa proprio per evitare di essere schierato a una fazione perché non mi sento di far politica. Io sono solo un musicista che vuole rendersi utile facendo qualcosa per chi è stato meno fortunato di me.

Per la prima volta i Mondiali di calcio si svolgono nel continente africano. Quanto stride il concetto di consumismo legato al mondo del calcio con la povertà che attanaglia il Terzo Mondo?
Dirò una cosa impopolare: non trovo che la cosa triste, in questo caso, sia il guadagno di un calciatore. Ciò che è realmente triste è che ci siano differenze abissali tra gli esseri umani. Se il calciatore riempie gli stadi, regala emozioni ai tifosi e lavora in un ambiente ricco, è normale che guadagni molti soldi. Ciò che stride è il dislivello che allontana le persone: io desidero con tutto me stesso che chi non ha assolutamente nulla possa un giorno, attraverso l’aiuto di tutti noi privilegiati, avere qualcosa in più ed essere al pari con tutti gli altri.

Hai scritto la canzone “Una stella in Africa” per i Mondiali di calcio del Sudafrica. Con quale scopo?
Gli Azzurri di Lippi sono gli ambasciatori di “Un Gol per l’Africa” (www.smsazzurri.it), la grande campagna di raccolta fondi promossa dalla Figc per sostenere i progetti di educazione e di formazione di Amref e Unicef nel continente attraverso l’sms solidale al 45503. C’è chi farà gol con un sms, chi con delle donazioni in denaro … Noi di Rezophonic vogliamo fare gol con una canzone, che speriamo diventi la colonna sonora di questo evento di importanza mondiale. Fare gol con la musica è l’obiettivo di Rezophonic.

Qual è il messaggio che hai voluto comunicare attraverso questa canzone, della quale sei autore e compositore?
Tengo a precisare che “Una stella in Africa” è stata scritta a tre mani (o a tre teste come mi piace dire!) con Max Zanotti (Deasonika) e Olly (The Fire), due grandi artisti, nonché grandi amici. Nel testo abbiamo voluto mescolare gli ingredienti che hanno fatto capo alla spedizione in Kenya. C’è l’azzurro, colore della nostra Nazionale e colore dell’acqua, c’è il calcio che può cambiare il mondo, ma soprattutto c’è il cuore che tutti noi di Rezophonic mettiamo in ogni cosa che facciamo. 

di Pamela Mariano

Ascolta la canzone:
http://www.smsazzurri.it/unaStellaPerLAfrica.mp3

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