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Sils Maria: dal 6 Novembre al cinema

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Sils Maria: dal 6 Novembre al cinema

Sils Maria

Sils Maria 006La riflessione di Olivier Assayas sul tempo della vita e il tempo del teatro

Presente e passato, realtà e finzione. Il tempo scorre lasciando le sue tracce sulla vita e sul volto di Maria Enders, attrice all’apice del successo internazionale. La sua carriera è legata a un ruolo interpretato vent’anni prima: quello di Sigrid, una ragazza affascinante che intreccia una relazione con il suo capo, Helena, e poi la spinge al suicidio. Il tempo è passato, eppure Maria s’identifica ancora con quel personaggio e con quella pièce drammatica. Ma le cose sono cambiate e, ora, un giovane regista le propone di recitare in un revival teatrale, in cui vestirebbe i panni di Helena. L’età non le consente di essere di nuovo Sigrid, che avrà invece il volto di Jo-Ann Ellis, una giovane star hollywoodiana famosa per i suoi scandali. Maria non si sente Helena, non vuole esserlo ma cede all’offerta del regista e parte con la sua assistente Valentine per Sils Maria, piccolo paese delle Alpi, dove si preparerà per la parte.

Presentato e applaudito all’ultimo Festival di Cannes, Sils Maria arriverà nelle sale italiane il prossimo 6 Novembre per Good Films. Quello di Olivier Assayas è un film ambizioso: l’intento è quello di usare il teatro come mezzo per raccontare una donna in età adulta e il suo rapporto con il tempo, amplificato da un mestiere in cui la giovinezza è sempre di più il fulcro irrinunciabile. La splendida località svizzera che fa da sfondo al film, si trasforma in un “teatro naturale” in cui si dipanano le vite delle protagoniste.

Il titolo della pièce, che Maria si trova ad interpretare, è emblematico: Maloja Snake. Fa riferimento al “Serpente del Maloja” fenomeno naturale che si verifica in autunno nell’Engadina e annuncia il brutto tempo: l’aria umida sale e si trasforma in una nuvola a forma di serpente che si snoda tra le montagne. È un processo lento e inesorabile in cui l’aria si dilata come i tempi del teatro, che costringono Maria a rivivere una giovinezza di cui le resta solo il ricordo e ad affrontare un doloroso presente dal quale si sente estranea.

Anche la scrittura di Sils Maria è tagliata su personaggi estremamente teatrali: Juliette Binoche, nei panni della protagonista, assolve al suo compito con eleganza e melodrammaticità e la sua assistente Kristen “Valentine” Stewart si rende credibile come sua antagonista e specchio. Ma la lodevole prova (forse una delle migliori) dell’attrice di Twilight, perde punti al cospetto di Chloë Grace Moretz, vera nota di colore del film che, nel ruolo di Jo-Ann, ci regala un personaggio comico e moderno, ispirato alle peggiori starlet dei nostri giorni.

Sceneggiatura e recitazione sono i punti di forza di un film di cui, però, è impossibile non notare i difetti: l’uso del bokeh, in fotografia, fa venire il dubbio di trovarsi davanti ai fondali di uno studio piuttosto che in esterna, e il montaggio, che tronca volutamente le scene “in divenire”, ha spesso ripercussioni sulla scrittura in termini di pathos. Ed è proprio quest’ultima scelta che non si può perdonare a un regista dell’esperienza di Olivier Assayas: un bel soggetto che si sfalda in tanti punti arrivando a un finale tanto aperto quanto incompiuto.

di Lucia Gerbino