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Romacinemafest 2011: Page Eight, una spy-story tutta british

Presentato nella sezione Focus il film di spionaggio tutto british diretto da David Hare

Presentato nella sezione Focus alla sesta edizione del Festival internazionale del film di Roma, Page Eight – realizzato per la BBC – è un film di spionaggio scevro di ogni azione, tutto basato sulle macchinazioni segrete dell’intelligence, senza spargimenti di sangue né inseguimenti mozzafiato.

L’agente veterano dei servizi segreti Johnny Worricker (Bill Nighy) è un uomo d’altri tempi, calmo e osservatore, che adora il jazz e colleziona opere d’arte. Dopo la morte improvvisa del suo capo nonché miglior amico Benedict Baron (Michael Gambon), Johnny si ritrova tra le mani un misterioso documento top-secret, che contiene scomode rivelazioni sul primo ministro inglese (Ralph Fiennes). Nel frattempo, l’incontro apparentemente casuale con l’affascinante attivista politica Nancy Pierpan (Rachel Weisz) complica ulteriormente tutta la vicenda. Inizia così una serie di eventi che mettono alla prova l’integrità di Johnny. L’atmosfera è quella di un thriller di spionaggio alla Le Carré ma in questo caso il tutto è ambientato ai nostri giorni nella Londra dei salotti del potere e sullo sfondo della guerra al terrorismo.

Gli agenti segreti al servizio di Sua Maestà tornano a essere imperfetti e oltremodo malinconici. Il film ci offre spaccati di vita tragici con un protagonista che ha sempre messo in terzo piano i suoi cari e che d’un tratto scopre che non è mai troppo tardi per salvare la sua anima rivelando i misfatti del proprio governo.

Tutte queste sensazioni sono rappresentate in maniera impeccabile dal fantastico Bill Nighy, spalleggiato da un cast di comprimari – tra cui Rachel Weisz, Micheal Gambon e Ralph Fiennes, protagonisti di una spy story crepuscolare orchestrata dal regista David Hare, uno dei più grandi autori del teatro inglese che al cinema ha sceneggiato The reader e The hours.

Regista che ha presentato il film prima della proiezione in Sala Sinopoli con queste parole: “Sono qui al Festival di Roma a presentare il mio film televisivo  eppure questa è la dimostrazione che alcuni prodotti per il piccolo schermo possono avere la stessa qualità di un prodotto cinematografico”. 

Di Francesca Casella