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Romacinemafest 2011: Butter. Gare di “burro” nella provincia WASP

Una sgarbata commedia di Jim Field Smith, tra ragazzine adottate, razzismi sventati, lotte tra squillo e mogliettine arriviste, in una competizione “artistica” senza scrupoli

“Io credo nell’America”, fabbrica storta dei sogni. La presuntuosa frase d’apertura in bocca a Jennifer Garner, finalmente divertita, perfetta campagnola ripulita e ipocrita, caricatura della moglie arrampicatrice, arcigna ed egocentrica “da morire”. È lei la trionfatrice bastarda del delicato Butter di Jim Field Smith, al Festival nella selezione ufficiale di Alice nella città. Una coppia di successo Bob e Laura (la Garner) Pikler, le star delle fiere di contea, sempre al primo posto nelle gare di sculture. Sculture di burro, idolo delle folle di paese. Laura pensa alla carriera politica sentendosi intimamente una fallita, Bob, nuovo Da Vinci del burro, è annichilito dalle smanie della consorte e tenta di consolarsi con la squillo vendicativa ed eticamente bislacca Brooke (la lanciatissima Olivia Wilde). Mentre Bob smette di gareggiare per ritirarsi dai podi e restituire alla comunità un po’ di fortuna, Laura non ha nessuna intenzione di scendere dal suo piedistallo autocelebrativo e sfrutta sessualmente il fantoccio ricco di turno (il gommoso Hugh Jackman). Intanto Destiny, orfana nera di appena dieci anni, iper creativa e arguta, abituata al trasloco da una casa di svitati all’altra, atterra dai premurosi Ethan e Jill (Alicia Silverstone). Politicamente corretti, teneri e dediti alla vita sana, ad un passo dalla ridicola sobrietà. La iscrivono in una scuola altrettanto discreta, in cui i neri possono essere “cool”. Attirata dal burro anche la piccola decide di iscriversi alla nuova gara, trovandosi contro Laura, agguerrita e retriva, e con un’inattesa alleata, la disinibita e sboccata Brooke, acerrima rivale della Barbie del burro. Ci vogliono due gare per stabilire una parziale giustizia e per dimostrare l’assoluta irreversibilità dei caratteri in gioco. Da una parte la futura governatrice di plastica dall’altra il genio compreso (per le ragioni sbagliate). Una pellicola accattivante, che sa trascendere con eleganza, spingendo il pedale dei buoni sentimenti dietro il ghigno della critica sociale, sfruttando con profitto attori solitamente da spalla. Un’opera che abbozza personaggi briosi e back ground risaputi tessendo l’amalgama con alte frequenze di humour, dispensando miele e irriverenza in giuste dosi, evitando l’affondo davvero spietato e redimendo in parte la fronda repubblicana conservatrice che governa gli States, paese di butter.

TITOLO E CAST

Butter

Regia di Jim Field Smith

Con Hugh Jackman, Jennifer Garner, Alicia Silverstone, Olivia Wilde

USA 2011, 85’

di Sarah Panatta