Eclipse_Partner

La tua pubblicità

pubblicit_in_articoli


Eclipse-Artists

Eclipse_NetWork

Eclipse – Advertisement

Social Networks

facebook

myspace_logo

twitter

youtube

digg-logo

anobii-L-ZW7Ttf-175x130

upnews_logo

FEED RSS

Login

 Remember me

Inconsistenza e leggerezza in Come l’acqua per gli elefanti

10/05/2011 | Luna Saracino | Recensioni di Film |    Print This Post Email This Post
come-lacqua-per-gli-elefanti-poster-italia-Sottotono e pieno di cliché, il terzo lungometraggio di Francis Lawrence perde l’occasione di far vibrare il fertile connubio tra triangolo amoroso e racconto circense

Il regista di videoclip Francis Lawrence, il cui debutto cinematografico risale al 2005 con Constantine, porta sul grande schermo il romanzo di Sara Gruen, Acqua agli elefanti, dirigendo Robert Pattinson, Christoph Waltz e Reese Witherspoon in un dramma circense ambientato all’epoca della Grande Depressione.

Il film si dipana sul lungo flashback dell’anziano Jacob Jankowski (Hal Holbrook), emigrante polacco ex circense e mancato veterinario. Il racconto parte dal ricordo di una giornata cruciale, quando Jacob a un passo dalla laurea in veterinaria abbandona gli studi in seguito all’incidente mortale dei suoi genitori. Intenzionato a cambiare vita, sale sul treno in corsa non sapendo si trattasse del Benzini Bros Circus. Jacob si lascia immediatamente notare dal violento e scostante imprenditore August (Cristoph Waltz) per le sue abilità mediche, conquistando la sua fiducia e l’incarico di addomesticare la nuova star del circo, l’elefantessa Rosi. Quando Jacob mette gli occhi sulla stella del circo e moglie di August, Marlena (Reese Witherspoon), per l’improvvisato domatore iniziano i guai. Marlena viene posta davanti a un bivio, rimanere con il crudele August all’interno di un mondo girovago di cui lei è la primadonna o partire con Jacob alla scoperta di una nuova vita.

Lawrence ha a disposizione una compartecipazione di elementi interessanti e in attesa di uno sviluppo brillante – lo sfondo di un Paese in ginocchio per via della Depressione, l’ambientazione circense di indubbia fascinazione, un triangolo amoroso da indagare – che lascia imperdonabilmente cadere nella realizzazione più stereotipata possibile. Il regista perde l’occasione di sfruttare la carica spettacolare ed evasiva insita nel fenomeno circense con cui avrebbe potuto, invece, rinvigorire le avventure della triade amorosa e sottolineare lo scorcio sociale. Il circo viene rappresentato nella sua forma più convenzionale, relegato ai brevi momenti delle esibizioni, mentre lo sviluppo dell’intreccio si concentra sull’arco narrativo dei personaggi presentato allo spettatore nella maniera più prevedibile. La Grande Depressione è una retrovia sfocata che si attualizza sulla scena solo attraverso scarni espedienti perlopiù incentrati sulla violenza (gli operai vengono buttati dal treno in corsa quando è impossibile pagarli). Il ménage à trois, argomento ampiamente esplorato nel cinema ma sempre affascinante e aperto a nuovi sguardi, viene svilito dalle caratterizzazioni scialbe dei tre vertici Jacob-August- Marlena, appiattite da interpretazioni rispettivamente algide, esasperate ed evanescenti. Ad aumentare il senso di non coinvolgimento di una rappresentazione già di per sé traballante è, infatti, il mal riuscito tentativo dei due volti maschili di uscire dalle vesti dell’inespressivo vampiro adolescente e del colonnello nazista, mentre Reese Witherspoon interpreta la contesa e dolce Marlena abbandonandosi inerte all’arida parte della donna fragile da salvare.

di Francesca Vantaggiato

Lascia un Commento

Eclipse Video Channel