Il Padre d’Italia, il nuovo film di Fabio Mollo

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Il Padre d’Italia, il nuovo film di Fabio Mollo

On the road di amori precari e figli inattesi, rotolando verso Sud

Love and sound and sex and sud, due per caso, sulla riva di un mare d’inverno, sotto cieli d’emozione estiva che non vuole estinguersi e dal cielo qualche nuvola, che si butta giù.
Loro, che non riescono a parlare con se stessi, loro che eppur si trovano.
Mia, che non appartiene a nessuno, forse neanche a se stessa, scappa, da un futuro che non vuole ancora scriversi addosso insieme ai segni di una gioventù bruciata tra relazioni fallite, vezzi punk e microfoni scordati. Paolo, orfano sognante, impiegato della para-Ikea Torinese, maglia blu e sorriso sbiadito, occhi infuocati e passioni a stento sopite. Paolo ha mollato il compagno perché dopo otto anni non aveva ancora coraggio e forza di impegnarsi, nel Paese troppo liquido fatto di crisi e di cucine preassemblate. Lei non ha compagni, ma memorie sparse e sta per partorire (fuori posto) una figlia (fuori tempo). Due anime ferite che devono educarsi all’impegno insostenibile meraviglioso fardello dell’“altro”.
Fabio Mollo, regista calabrese sensibile e affezionato all’arcaico indomito sapore della sua terra, eclettico frequentatore di set di ogni genere, film maker per MTV e aiuto regia per il nuovo cine italiano, dopo l’esordio “Il Sud è niente” abbandona la stanziali della scenografia (ma non dello sguardo) snocciolando con il suo febbrile contatto visivo il proprio profondo ermetismo dell’espressione, dirigendo e scrivendo (in coppia con Josella Porto) Il Padre d’Italia, un on the road Torino-Napoli-Calabria e ritorno/i, fatto di precarietà e di alienazioni declinate al contemporaneo.
La (ex)ribelle dal ciuffo rosa, cliché invadente e inconcludente, e l’omosessuale titubante riservato che metabolizza una atavico abbandono, entrambe in fuga. Due cuori stonati, uniti da un malore in discoteca e poi dalla folle corsa in un furgone quasi rubato alla quasi Ikea, alla ricerca della possibile casa, del possibile padre, di una possibile sorte, tra coinquilini partiti, fidanzati deceduti, abiti da sposa sgraffignati, egoismi parentali, disfunzionalità miste di famiglie (in)attuali.
Un dialogo di sguardi e luci marine quello tessuto da Mollo, con la lenta reticente stravolta bellezza di una miseria che può essere felicità.

Il Padre d’Italia

Regia: Fabio Mollo
Sceneggiatura: Fabio Mollo, Josella Porto
Fotografia: Daria D’Antonio
Montaggio: Filippo Montemurro
Musiche: Giorgio Giampà
Italia 2017 – Drammatico – 93’
Prodotto da: Bianca e Rai Cinema.
Cast: Isabella Ragonese, Luca Marinelli, Federica de Cola, Anna Ferruzzo, Miriam Karlkvist
Distribuito da: Good Films
In sala dal 9 marzo 2017