Che film? Vademecum del cinefilo indeciso (film in uscita tra l’11 e il 12 febbraio)
Guida ai film da vedere (e da non vedere) in uscita l’11 e il 12 febbraio 2010
Lourdes (di Jessica Hausner)
NELLE SALE DA: 11 febbraio 2010
CONSIGLIATO: SI
Amabili resti (di Peter Jackson)
NELLE SALE DA: 12 febbraio 2010
CONSIGLIATO: SI
PERCHE’: Peter Jackson è garanzia di successo ormai da moltissimi anni. Dopo l’incredibile trilogia de Il signore degli anelli, l’eclettico regista americano ritorna sulle scene con un film che poco ha a che spartire col genere fantasy che lo ha reso famoso, ma che tanto da vicino ricorda le atmosfere magiche, favolose e visionarie dei suoi ultimi film. Un film ispirato al romanzo della giovane Alice Sebold che, dopo una tragedia vissuta in prima persona, ha deciso di trasferire su carta la sua esperienza, realizzando un romanzo di formazione tra i più apprezzati degli ultimi anni. Siamo certi, quindi, che anche la trasposizione di Jackson renda giustizia al suo ispiratore.
Scusa ma ti voglio sposare (di Federico Moccia)
NELLE SALE DA: 12 febbraio 2010
CONSIGLIATO: NO
PERCHE’: Se con Scusa ma ti chiamo amore abbiamo provato a sognare un mondo diverso in cui un affascinante 40enne di successo potesse innamorarsi di una 18enne frivola e priva di valori, con Scusa ma ti voglio sposare apriamo finalmente gli occhi e realizziamo che no, non è proprio possibile perdere la testa per una ragazzina di 21 anni urlante, frivola ed incredibilmente ignorante. Se poi il 40enne in questione è Raoul Bova e la 21enne, invece, è Michela Quattrociocche beh… Direi che l’ultimo film di Moccia più che una commedia, pare davvero un film di fantascienza.
NELLA FOTO: Padre indiscusso del montaggio sovrano (o montaggio Re), Ejzenstejn è tra i massimi esponenti del cinema sovietico dei primi anni del Novecento. Noto ai più per aver realizzato La corazzata Potemkin (che molti ricorderanno più per i divertenti commenti di Fantozzi che per l’effettiva fama del film), Ejzenstejn ha radicalmente cambiato la storia del cinema, grazie ad un utilizzo innovativo del montaggio, definito sovrano perché palesemente visibile all’interno dell’intreccio narrativo del film ed utilizzato, soprattutto, in maniera simbolica più che narrativa.
di Luna Saracino










