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Emmy’s 2016: record di premi per Game of Thrones

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Emmy’s 2016: record di premi per Game of Thrones

emmy2La serie fantasy vince 38 statuette in sei stagioni e conquista un posto nella storia della TV

È notte fonda in Italia quando a Los Angeles si svolge la 68esima edizione degli Emmy Awards, gli Oscar della televisione. Trasmessa in diretta su Rai 4 la cerimonia, condotta da Jimmy Kimmel, ha confermato i rumors sulle possibili vittorie, con alcune sorprese che hanno premiato diversità e originalità.

I favoriti Game of Thrones e American Crime Story: The People v OJ Simpson di Ryan Murphy (entrambe le serie sono trasmesse in Italia dalla piattaforma Sky) hanno convinto i membri dell’ Academy of Television Arts and Sciences, conquistando il maggior numero di statuette. Il serial targato HBO vince, per il secondo anno consecutivo, come miglior serie drammatica e l’autore della saga George R.R. Martin ha confermato, nel backstage, di avere “Migliaia di pagine che hanno portato a Game of Thrones” non escludendo un possibile prequel sulle origini di Westeros.

Julia Louise Dreyfus vince due Emmy con la sua squinternata vice presidente Selina Meyers in Veep, miglior serie comica e migliore attrice protagonista.
Sorprende, ma non troppo, la vittoria di Rami Malek per l’interpretazione dell’introverso hacker informatico Elliot Alderson in Mr. Robot.

Oggetto di battute del presentatore Jimmy Kimmel all’inizio della serata, per non essersi mai presentata alla cerimonia, Dame Maggie Smith vince per la terza volta l’ Emmy come miglior attrice non protagonista per Downton Abbey.

Ed è con questo spirito leggero e anticonformista che il conduttore ha lasciato spazio a commenti ed interventi di ogni natura sul palco degli Emmy Awards, cerimonia aperta allo spirito della narrazione attraverso il linguaggio televisivo.
Nella lunghezza e serialità delle storie, create per il mezzo televisivo, si ritrovano vissuti ed esperienze più vicine alla realtà e alla quotidianità del pubblico. Il cambiamento dell’ottica di fruizione permette di sperimentare ed aprire le porte ad una serie di narrazioni alternative, senza la censura cinematografica.

La Rete ha aperto nuove porte alla serialità, che non è più neanche legata ad un palinsesto confezionato dall’emittente, ma lascia l’utente libero di scegliere se, come e quando seguire un serial. È il caso del successo di Transparent, finanziata direttamente dal colosso del web Amazon, e vincitrice di due Emmy, per l’interprete Jeffrey Tambor (miglior protagonista in una serie comedy) e per la regista Jill Solloway che ha affermato di aver realizzato finalmente il sogno di portare sullo schermo la vita di queer e trans, rendendoli degli eroi.

Lasciandosi alle spalle le tante polemiche sulla scarsa presenza della comunità afroamericana ai premi Oscar, gli Emmy Awards, con nominations eterogenee, sottolineano la volontà di voler portare in scena la diversità nell’industria cinematografica, premiando interpretazioni e sceneggiature coraggiose, dimostrando così che la televisione non è più la cenerentola dell’intrattenimento, ma aspira a diventarne la regina.