C’era una volta Studio Uno: Il mito di Mina e i sogni di tre giovani donne

Elisabetta Franchi lancia le t-shirt “animal free”
febbraio 18, 2017
Oroscopo della settimana dal 20 al 26 Febbraio
febbraio 20, 2017
Show all

C’era una volta Studio Uno: Il mito di Mina e i sogni di tre giovani donne

Riproponendo vecchi e storici miti, la tv cerca di raccontare, lanciare e intravedere nuovi talenti. Si racconta narrando il cambiamento dei tempi.

Sono storie di sogni”. Così Alessandra Mastronardi ha definito al Festival di Sanremo C’era una volta Studio Uno, il nuovo film per la regia di Riccardo Donna in cui è protagonista con Giusy Buscemi e Diana Del Bufalo. Cono loro nel cast ci sono anche: Andrea Bosca, Giampaolo Morelli, Antonello Fassari, Anita Zagaria, Edoardo Pesce e Gianmarco Saurino (che con la Del Bufalo abbiamo conosciuto e ha recitato in “Che Dio ci aiuti 4”). Il titolo, C’era una volta Studio Uno, rimanda all’idea della narrazione di “una favola”, magari a lieto fine per la serie “e tutti vissero felici e contenti”. In realtà non è la semplice vicenda di queste tre giovani e la realizzazione dei loro desideri. Si tratta di un mix di sogni, di miti, di gioie e dolori, di soddisfazioni e di delusioni, di rimpianti e di nostalgie, di speranze e aspettative, di rinunce. Ognuna di loro ha la sua vita privata e i suoi problemi, ma le tre si ritroveranno unite e accomunate insieme da Studio Uno: “il programma che avrebbe cambiato la storia della tv italiana”. “Sono poche –conclude alla fine la Mastronardi nel film- le cose che durano per sempre; ma certe, nel bene e nel male, lasciano il segno ed è da lì (da Studio Uno ndr) che è venuta la tv di oggi”. C’era una volta Studio Uno, infatti, ha la voce narrante dell’attrice. Sembra un modo, dunque, per la rete pubblica di conoscere se stessa, indagare sul suo passato, su quello che è stato, sulle sue origini, per ritrovare le basi da cui si è edificato quel cambiamento che ha portato sino ai tempi moderni, alla tv digitale e alla piattaforma Rai Play ad esempio. Se l’assunto principale di cui si è consapevoli è che essa “entra nelle case degli italiani, della gente e fa sognare, sorridere e piangere le persone”, spesso ci si è trovati di fronte a dei momenti in cui ci si è dovuti inventare qualcosa di innovativo per salvare un programma o un varietà. Allo stesso tempo, si comprende l’importanza di omaggiare grandi miti del passato per ricordare l’importanza che hanno avuto nella storia della tv stessa. In C’era una volta Studio Uno è il caso di Mina, ma anche di Rita Pavone, di Lelio Luttazzi e delle gemelle Kessler. Filmati d’epoca ci fanno rivivere i loro momenti di gloria. Se, però, con il piccolo schermo –dicevamo- si sogna, emblema di tutti i sogni è appunto proprio Mina. Sogni realizzati, falliti, assaporati o sfiorati, rincorsi e raggiunti o che rimangono tali; sogni che ci cambiano, in un’epoca anche di profonda emancipazione femminile, in cui le tre donne protagoniste cercano la loro strada, ad ogni costo, per quanto dolorosa possa apparire. Sono tre giovani che si ritroveranno a diventare amiche, accomunate dalla stima per Mina, la donna e l’artista che tutte sognano di diventare, che incarna gli stati d’animo che provano e soprattutto la passione che sentono. In particolare Rita (Diana Del Bufalo), che sogna Sanremo e di cantare, che si trova a dover affrontare provini che si riveleranno ben diversi da quello che si aspettava, che si vedrà chiudere molte porte in faccia metaforicamente e che verrà più volte scoraggiata, umiliata e derisa, o comunque non apprezzata nel suo talento sincero, genuino e spontaneo. Con figlio a carico, romantica, riscoprirà persino la bellezza di rinnamorarsi, lei che con l’amore aveva chiuso dopo essere stata abbandonata dal padre del figlio cui vuole tanto bene anche se non sa badarvi, provocando la rabbia dei suoi genitori e del padre principalmente.
E poi c’è la più esuberante, spregiudicata, provocante e provocatoria, altezzosa, fiera ed orgogliosa Elena (Giusy Buscemi), che ama danzare e vuole diventare la prima ballerina. Forte e sicura di sé, forse è la più fragile e vulnerabile di tutte; imparerà l’importanza del sacrificio e del duro esercizio ed allenamento, contro ogni raccomandazione e senza bisogno di “svendersi” al miglior offerente, per arrivare a raggiungere i suoi obiettivi. Infine la più intraprendente di tutte: Giulia (Alessandra Mastronardi): molto razionale, intelligente e attenta alle esigenze della gente, farà carriera, ma anche lei nasconde un animo romantico e non rinuncia a realizzarsi come persona, pronta a mettere via ogni forma di razionalità e con incoscienza annullare il suo matrimonio a preparativi avviati, per poi infatuarsi di un uomo che darà attenzioni ad un’altra. Ma lei basta a se stessa, sa quanto vale, sogna “di essere protagonista della sua vita” e non ha bisogno di un uomo affianco per sapere quanto conta, indipendente e autonoma, rivendica la sua libertà e riesce a ritagliarsi un suo spazio all’interno di Studio Uno. Giulia è segretaria nel servizio opinioni, Rita fa la sarta per gli abiti di scena, Elena invece è una delle ballerine del programma.
Giulia è orfana e vive con gli zii; promessa sposa ad Andrea (Giulio Cristini), si innamora di Lorenzo (Domenico Diele), un aspirante programmista televisivo. Rita, invece, è una ragazza madre, condizione molto difficile per la morale dell’epoca, e vorrebbe fare la cantante; scartata ai provini della trasmissione, riesce ad ottenere il posto di sarta grazie al macchinista di scena Renato (Gianmarco Saurino), che si è innamorato di lei. Elena, infine, è fidanzata con un ragazzo appartenente all’alta società, ma è determinata a diventare una stella del balletto, puntando anche sulla sua bellezza fisica.
Così, dunque, tre tipi e caratteri di ragazze che rappresentano i tanti giovani che sognano di intraprendere la via del mondo dello spettacolo e della tv. Ed è come se, ricordandoci e mostrandoci ciò che sono stati e ancora sono miti quali Mina, Rita Pavone, le Kessler o altri, si cercasse in un certo qual modo di scovare altri nuovi talenti emergenti.
C’era una volta Studio Uno è una storia di amicizia tra donne, che va crescendo man mano che le difficoltà le avvicinano sempre più e grazie a cui imparano a credere in loro stesse (forse per la prima volta davvero). Venendo così ripagate di tutte le rinunce che hanno dovuto fare e di tutti i ‘no’ ricevuti, rincuorate di tutta la sofferenza, perché è il cuore che hanno messo in tutto ciò che hanno fatto.