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Nel mese di Giugno, il Solstizio d’Estate

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Nel mese di Giugno, il Solstizio d’Estate

Giugno

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San Giovanni Battista, “Giovanni che piange”, come simbolo del sole che inizia la sua parabola discendente, ancora una volta folklore, e antichi rituali si fondono nel cristianesimo

Quando il sole raggiunge la sua massima altezza sull’equatore celeste, è il solstizio d’estate, da quel momento in poi inizia a tutti gli effetti il periodo estivo.

Secondo i calendari antichi la data variava tra il 19 e il 25 giugno, e nelle tradizioni pre-cristiane era considerato un giorno sacro.
La religiosità popolare lo celebra il 24 giugno, festività molto antica che coincide con la natività di S. Giovanni Battista nell’ordinamento attuale.


La data è strettamente collegata al Natale. Infatti quando si stabilì per la Natività di Cristo l’ottavo giorno prima delle calende di gennaio (25 dicembre), e quindi l’Annunciazione nove mesi prima, basandosi sui Vangeli si ricavò la data di nascita del Battista. Solitamente per i Santi è uso festeggiare il giorno della loro morte terrena, poiché costituisce il momento della loro nascita nella vita eterna, ma S. Giovanni Battista costituisce un’anomalia. Per stabilirne il giorno della nascita si ricorse al Vangelo di Matteo: Maria andò a visitare Elisabetta quando questa era al sesto mese di gravidanza, si fissò la nascita del Battista all’ottavo giorno prima delle calende di luglio, ossia sei mesi prima della nascita di Cristo.
Per spiegare la grande popolarità della festa di S. Giovanni Battista, bisogna però ricercare come sempre nelle usanze pagane che la Chiesa ha tentato in tutti i modi di sradicare, o di fagocitare ed “addomesticare”.
In Abruzzo e Molise esiste una tradizione che vuole che le ragazze, guardando il sole verso Oriente, possano vedere nel suo disco il volto del Santo decapitato, come buon auspicio per le nozze entro la fine dell’anno.
In Sardegna, è radicata la convinzione che il sole saltelli esattamente tre volte, come la testa del Battista staccata dal busto, nel giorno di S. Giovanni (24 giugno).
La figura del Santo difatti si fonde con quella del sole, che appena superato il punto del solstizio, comincia già a decrescere sulla linea dell’orizzonte. Il semestre discendente è ciò che attende l’astro, e terminerà con il solstizio d’inverno. Giunto a questo punto comincerà la risalita nel cielo come “sole nuovo”.
L’astro solare di S. Giovanni Battista è “colpito a morte”, ed è chiamato anche “Giovanni che piange”; mentre quello rinascente festeggiato nel solstizio invernale è detto anche “Giovanni che ride”, e questa Salomè con la testa di San Giovanni Battista - Guido Renidenominazione è strettamente legata alla figura di S. Giovanni Evangelista.
Le due feste ai due estremi dell’anno solare, provengono in realtà da tradizioni pre-cristiane.
Ad esempio nella religione greca antica i due solstizi erano considerati due porte: quello estivo come “porta degli uomini” che simboleggiava il mondo fisico legato alle regole del tempo e dello spazio, mentre quello invernale come “porta degli dei”, privo di alcun vincolo materiale.
Tuttavia non si tratta di un concetto greco, bensì ha radici molto più antiche, ed è presente in tutti i simbolismi religiosi e filosofici, prima ancora dell’avvento di Pitagora.
Per l’antica Roma il dio Giano Bifronte è il misterioso custode delle “porte”e di conseguenza anche di quelle dei solstizi. Egli ruota sulla sua terza faccia invisibile, ed è l’asse del mondo, colui che conduce da uno stato all’altro: Ianus è l’iniziatore.
La festa di Giano detto anche “dei due solstizi”, diventa in epoca cristiana la festa dei due Giovanni, che simboleggiano a loro volta il Cristo Creatore legato al solstizio estivo, ed il Cristo che apre la porta del Cielo legato al solstizio invernale.
Le usanze presenti nel periodo della festa del Battista proteggono il creato. Sono i falò che si accendono sulla cima delle colline; le ruote infuocate che vengono fatte scivolare giù per i pendii con all’interno cose vecchie o marce; le processioni con le torce accese; tutti simboli del sole del solstizio che prevengono le malattie e scacciano demoni e streghe. Si tratta anche di cerimonie magiche, per sostenere il sole che comincia impercettibilmente a declinare, per propiziarsene la benevolenza e rallentarne idealmente la discesa.
In Irlanda il bestiame sterile viene fatto passare attraverso fuochi accesi. In Piemonte i fuochi aiuteranno a conservare i frutti della terra e ad assicurare buoni raccolti. Il fumo dei fuochi accesi a giugno deve passare sul grano per essere “respirato” da esso, e le ceneri fertilizzeranno i campi, mentre in Belgio si conservano le ceneri in casa come amuleto per prevenire gli incendi.
Per gli inglesi, nel giorno di mezza estate, sogno e realtà si confondono: visibile ed invisibile si compenetrano.
In tutta l’Europa sciami di streghe volano verso la riunione (Sabba) intorno al grande noce di Benevento, appuntamento legato anch’esso alla notte di S. Giovanni. Ponendo ciò come credenza ben radicata, non è poi così particolare che nell’arco dei millenni i popoli ritenessero opportuno cautelarsi con rituali beneauguranti.

di Svevo Ruggeri

 

Svevo Ruggeri
Svevo Ruggeri
Direttore, Editore e Proprietario di Eclipse Magazine