Ricetta di Pasqua: Frittata di asparagi selvatici
aprile 11, 2017
John Cheever – Aforisma del 12 Aprile
aprile 12, 2017
Show all

Una lama che trafisse Dio, glorificò i Re e attrasse fanatismi. Excursus storico di una “reliquia” bramata che fa discutere

Intrisa del sangue del Cristo e catalizzatrice di poteri sconosciuti ma di fatto accertati dalla credenza popolare, la Lancia di Longino entra prepotentemente nella storia certificata nel 961 d.C., quando il vescovo Liutprando da Cremona redige quella che rimarrà come la prima prova scritta considerata autentica dell’esistenza della Heilige Lanze (Lancia Sacra). I particolari da lui riportati danno l’immagine dell’oggetto così come appare oggi, con precisione accurata. La sua cronaca risulta essere attendibile ed è persino accettata dagli specialisti curatori dell’Hofburg, il palazzo reale di Vienna, dove attualmente è esposta al pubblico.

Liutprando inoltre afferma che la Lancia di Carlo Magno sia la stessa di Costantino e che passò negli anni seguenti agli eredi del re dei Franchi.

Prima ancora di giungere all’imperatore Costantino, sembra che la Lancia di Longino fosse nelle mani di Maurizio, che comandava una legione romana formata da uomini convertiti nella loro totalità al cristianesimo, ma spesso in questi casi il “sentito dire”non ha riscontro storico reale.

Dopo Maurizio la tradizione narra che la Heilige Lanze passò di mano in mano fino a giungere appunto all’imperatore Costantino, e in quel periodo storico pare sia stato introdotto un chiodo all’interno della lama utilizzato nella crocifissione di Gesù, per renderla ancora più santa, una reliquia nella reliquia.

Da Costantino la lancia passò a Teodosio, Alarico, Teodorico, Giustiniano e Carlo Martello. Infine se ne appropriò nel 774 d.C. Carlo Magno, fondatore del Sacro Romano Impero. I successori di Carlo Magno, fedeli alla leggenda che chi possedeva la Lancia sarebbe diventato invincibile, ne fecero una reliquia da esporre ai fedeli, riconoscendone il potere spirituale oltre che politico. Ma solo all’inizio del XIII sec. La Lancia fu ufficialmente accettata dalla Chiesa come reliquia.

Dalla stirpe carolingia è accertato che la Heilige Lanze giunse durante il XIV sec. a Carlo IV, che fece delle attuali Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca il suo regno. Carlo era un forte credente, e riteneva che le reliquie dovessero essere ricercate e collezionate in un posto degno, perché alla fine del mondo i Santi sarebbero tornati sulla terra nel luogo in cui esse erano ospitate. In virtù delle suo credo, fece costruire un piccolo castello vicino Praga, e nella chiesa adiacente, in una camera segreta dietro l’altare maggiore, fece nascondere diverse reliquie, tra cui la Heilige Lanze, protette da imponenti mura spesse sei metri.

Dopo la morte di Carlo, la Lancia fu venduta nel 1424 ad una corporazione di facoltosi mercanti di Norimberga e poco dopo rivenduta ad un prezzo esorbitante al vescovo locale.

Secondo gli storici la Lancia per lungo tempo soggiornò a Norimberga insieme ad altre reliquie nella chiesa dello Spirito Santo. Chiusa in uno scrigno d’argento esposto nelle funzioni religiose più importanti, veniva mostrata al popolo solo una volta l’anno, in occasione della Festa della Sacra Lancia, che si teneva due venerdì dopo la Pasqua. Il vescovo la mostrava da una finestra alle migliaia di pellegrini giunti da tutta la Germania.

La Heilige Lanze causò una serie di curiosi effetti sul comportamento di pellegrini e nobili: moltissimi si premuravano di portare con sé specchi che tiravano fuori durante l’ostensione in una sorta di estasi collettiva. La credenza comune era che lo specchio acquisisse parte delle forza spirituale della reliquia e che potesse di conseguenza emanarla per un certo periodo di tempo e benedire la casa in cui veniva portato. Anche i nobili si convinsero del potere della Lancia: molti vollero che con essa fossero toccati oggetti personali e armi, con un evidente scopo magico derivato dal contatto del sangue di Cristo con suppellettili personali, tanto che ci furono persone che vollero immergere la Lancia nel loro proprio calice convinti che da quel momento in poi avrebbero bevuto acqua in grado di curare e dare vita eterna. È probabilmente in questo momento che la leggenda della Lancia di Longino si fonde con quella del Graal, la coppa del Re dei Re. Sicuramente questi rituali accrebbero la forza mistica che già circondava la Lancia e contribuirono ad amplificarne la leggenda.

La Riforma reagì violentemente a queste forme di venerazione che rasentavano l’idolatria, e per questo motivo la Lancia di Longino fu chiusa e dimenticata per oltre tre secoli.

Nel 1805 Napoleone decise di annettere ai suoi territori il Sacro Romano Impero, e gli abitanti di Norimberga, compreso il pericolo, sottrassero la Lancia al conquistatore e riuscirono fortunosamente a portarla a Vienna dove resterà fino al 1938, quando  Adolf Hitler decise di incrociare il proprio destino con quello della Lancia di Longino.

Una notte di Marzo del 1938, a seguito dell’Anschluss, ossia dell’annessione forzata dell’Austria alla Germania, Hitler diede ordine di trasferire la Lancia Sacra a Norimberga che come abbiamo visto fu il luogo dal quale proveniva, e dove venne provvisoriamente collocata nella chiesa di S. Caterina che diventò ben presto un luogo di culto mistico-esoterico nazista. Dopo la disfatta di Stalingrado, Hitler ritenne che la Lancia di Longino dovesse essere trasferita in un luogo più sicuro, per evitare che il nemico potesse impossessarsene, ed ordinò che fosse portata in un nascondiglio segreto, ossia in una galleria situata sotto l’antica fortezza di Norimberga che venne blindata. Il 13 Ottobre 1944 i bombardieri alleati rasero al suolo la città, e quindi anche l’accesso alla stanza segreta fu distrutto. Nell’aprile del 1945 gli alleati occuparono ciò che rimaneva della città ed alcuni individui che erano a conoscenza dell’esatta ubicazione del nascondiglio segreto della Lancia Sacra preferirono togliersi la vita invece che essere fatti prigionieri. Il 30 Aprile 1945, poche ore prima che Adolf Hitler si suicidasse nel bunker corazzato della cancelleria a Berlino, gli uomini dell’O.S.S., sotto ordine del Sir Winston Churchill che tempo prima aveva sottolineatol’importante necessità strategica di trovare l’arma, penetrarono nella camera blindata e recuperarono la Lancia di Longino. Il generale Patton fu tentato per qualche istante di tenere per sé l’arma, essendo convinto, come del resto Hitler, che essa avesse poteri miracolosi. Tuttavia, prevalse il buon senso e la Lancia venne restituita all’Austria dove è tuttora possibile ammirarla all’Hofburg di Vienna.

Nel saggio intitolato “Adolf Hitler and the secrets of the Holy Lance“, pubblicato a tiratura limitatissima da una sconosciuta casa editrice della cittadina di Stelle, in Illinois, gli autori, il Colonnello Howard A. Buechner ed il Capitano Wilhelm Bernhardt, sostengono che Heinrich Himmler, il numero tre del Terzo Reich nonché fondatore del corpo speciale d’assalto delle SS e deciso sostenitore della fusione tra l’esoterismo e il nazional socialismo, avesse ordinato ad un abilissimo artigiano giapponese di realizzare una copia della Lancia di Longino che fosse identica all’originale. Nel 1943, secondo gli autori del testo, la falsa reliquia venne portata a Norimberga mentre l’originale venne trasferito, in un nascondiglio segretissimo da qualche parte tra le montagne innevate del ghiacciaio Muhlig Hiffman, in Antartide. Il manufatto sacro originale, venne recuperato da alcuni membri di una fantomatica, misteriosa e a quanto pare anche molto ben organizzata società segreta esoterica conosciuta come l’”Ordine dei Cavalieri della Lancia Sacra” e sarebbe attualmente custodito da un gruppo di fidati iniziati in una località segreta. Secondo una diversa versione della vicenda la Heilige Lanze non fu mai recuperata dal nascondiglio segreto in Antartide ma si trova ancora in loco, sorvegliata da alcuni membri dello stesso ordine al fine di mantenere la giustizia, la pace e l’armonia mondiale.

La Lancia di Longino sembra aver trovato ora la sua quiete, in un posto o nell’altro del pianeta, dopo essere stata amata, idolatrata, inseguita ed alla fine custodita.

di Svevo Ruggeri

– Leggi anche:

 

Svevo Ruggeri
Svevo Ruggeri
Direttore, Editore e Proprietario di Eclipse Magazine