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15 Marzo San Longino

San Longino

LonginoUn santo che la fede lega al martirio di Gesù, e la leggenda ad una reliquia tra le più potenti al mondo

Tre croci sul monte, solo tre quella mattina di duemila anni fa, anno più anno meno. Chissà quante ne aveva viste ergersi nell’arco della esisatenza, e chissà quante vite aveva osservato spegnersi su quei banali tronchi intersecati. Ma quello fu un giorno speciale che non scordò mai, come del resto le migliaia di persone giunte per sbeffeggiare colui che si professava il Re dei Cieli: due ladroni e un Re miracoloso vestito di stracci… sì non sarebbe stata la solita esecuzione.

Sbattuto in una provincia dimenticata dell’Impero Romano dove caldo polvere e siccità la facevano da padrone, Longino era il milite cui era stato dato il compito di infliggere il colpo di grazia al Crocifisso con la lancia che quel giorno gli era stata data in dotazione, alla quale sarebbe stato legato indissolubilmente da allora in poi, nel ricordo di tutti. Non poteva immaginare che ciò che stava per accadere avrebbe mutato la sua vita, rivoluzionato la sua realtà, e cambiato il mondo intero per sempre. Il 15 marzo si celebra come santo proprio lui, Longino.

La tradizione che in questo caso si fonde con la leggenda, narra che il milite dopo il colpo inferto a Gesù divenne improvvisamente cieco, “…e la terra tremò…” . Dalla ferita uscì acqua e sangue, e gocce di esso caddero poco dopo sulle mani di Longino che le portò agli occhi, avendo in dono nuovamente la vista. Nell’arco di alcuni minuti, punito per l’affronto e perdonato, e ciò lo convinse della santità del Cristo. Ormai convertito, venne battezzato dagli Apostoli in Cappadocia, e secondo gli scritti di San Gregorio di Nissa, fu proclamato Vescovo. In quella terra brillò per il suo fervore cristiano e per la sua santità, tanto che il Prefetto Ottaviano fu costretto ad arrestarlo. Dopo la confessione della propria fede in Gesù Cristo, fu brutalmente martirizzato: gli venne tagliata la lingua, divelti i denti ed infine tagliata la testa. Non si conosce bene dove la storia e la leggenda abbiano il loro inizio e la loro fine, come non è dato conoscere se il Longino martirizzato e quello legato alla sua lancia siano la stessa persona, ma per credere in qualunque cosa e avere fede, sono indispensabili le prove?

Nel VII secolo sembra proprio di sì. nella società medievale incomincia a crescere un fenomeno molto particolare indotto sicuramente dalla necessità di certezze nel campo religioso: la venerazione delle reliquie. Portate in primis dai cavalieri crociati in Terra Santa, ma col passare degli anni anche dai pellegrini stessi, in molti casi si trattava di manufatti e cimeli che poco avevano a che fare con ciò che in realtà dovevano significare. Per questo motivo l’attendibilità di molte reliquie lascia il tempo che trova. Tuttavia nell’arco dei secoli la Chiesa appoggiò il culto delle reliquie, e per le più certe ed importanti fece costruire chiese e santuari. Ebbero particolare fascino quelle legate alla passione di Cristo, in particolar modo la croce del suo martirio e i suoi chiodi. Ma sin dal VI secolo è San Gregorio di Tours che nei suoi scritti attesta l’esistenza della “Lancia di Longino”, come reliquia di particolare magnetismo e forza. Secondo i Vangeli Apocrifi ed una tradizione popolare millenaria, ad oltraggiare il corpo senza vita del Figlio di Dio, fu il milite romano Gaio Cassio Longino, e la sua lancia acquistò istantaneamente straordinari poteri miracolosi.

di Svevo Ruggeri

 

Svevo Ruggeri
Svevo Ruggeri
Direttore, Editore e Proprietario di Eclipse Magazine