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Il Cimitero Acattolico

acattolico03Nell’Urbe millenaria un piccolo gioiello di architettura garantisce il riposo eterno alle spoglie dei cittadini non cattolici

Nei primi decenni del Settecento una piccola area a ridosso della Piramide Cestia fu acquistata dalla comunità degli stranieri residenti a Roma non cattolici per farne il luogo di sepoltura dei propri defunti.

Il Cimitero Acattolico di Roma si trova ancora oggi in Via Caio Cestio, ed è l’unico cimitero non cattolico dentro le mura, che mantiene la sua funzione e il suo sito fin dalla creazione.
Il camposanto attuale si compone di due parti divise tra loro da un muro ed un piccolo fossato scavato appositamente per evitare le frequenti profanazioni che purtroppo avvenivano per contrasti religiosi.
Sono sorprendenti i personaggi che riposano in questo luogo.
Il figlio Goethe, morto a Roma nel 1830 che fu persona mediocre se paragonato al padre: la scritta “Goethe Filius”ne identifica il nome. Per ironia della sorte, lì vicino riposa C. A. Kestner, che fu in rappresentante degli Hannover in terra Pontificia, ma soprattutto fu il figlio di Carlotta, donna che ispirò il personaggio amato dal giovane Werther, romanzo epistolare scritto da Goethe.

acattolico

Tra le tombe realizzate con motivi dell’antichità classica che conferiscono a questo luogo fascino unico e un forte “senso” romantico, si scorge la lapide del poeta Percy Bysshe Shelley, che un giorno visitando il luogo si espresse così:”…Può tale bellezza far desiderar la morte!“. L’ esternazione non sfuggì all’amico di sempre Byron che, informato della sua morte per annegamento a largo di Viareggio , ne fece ardere il corpo su una pira in riva al mare, non prima di aver estratto il cuore del poeta, in seguito sepolto in questo cimitero.
In un’altra zona si trova la tomba di un giovanissimo poeta inglese, John Keats, il quale volle far incidere come epitaffio sulla sua lapide: “Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua“. Egli fece sapere che come ornamento floreale avrebbe desiderato delle margherite, fiori che periodicamente qualcuno provvede ancora a mettere. Nelle vicinanze è sepolto anche l’amico pittore Joseph Severn.
Da ricordare, inoltre, la presenza delle spoglie di Gramsci sotto la dicitura : “Cinera Gramsci”.
Nella città eterna fortemente caratterizzata dalla presenza del Vaticano, ogni persona, di qualsiasi professione religiosa, ha diritto e la possibilità di una degna sepoltura.

Di Svevo Ruggeri

Svevo Ruggeri
Svevo Ruggeri
Direttore, Editore e Proprietario di Eclipse Magazine