Rapporto Ires – Cgil: aumenta la “disoccupazione allargata”

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Rapporto Ires – Cgil: aumenta la “disoccupazione allargata”

530mila occupati in meno nell’ultimo biennio di crisi

Otto milioni di italiani “in sofferenza” per disoccupazione, lavoro precario, inattività, cassa integrazione e part-time involontario. Tre milioni e mezzo i disoccupati. Sono questi i dati di maggiore risonanza che emergono dall’ultimo rapporto del centro studi della Cgil, Ires, dal titolo “Un mercato del lavoro sempre più ‘atipico’: scenario della crisi”. Ripercorre gli ultimi quattro anni dell’occupazione italiana (dal 2007 al primo semestre di quest’anno), concentrandosi sull’impatto della crisi in corso nel mondo del lavoro.

Un dato da non sottovalutare, secondo Ires, è la discrepanza tra la “disoccupazione allargata” e quella registrata dagli indicatori tradizionali di calcolo del tasso di disoccupazione. Questi, come sostiene l’Istat, considerano solo il binomio ricerca attiva del lavoro e disponibilità a lavorare, invece l’area della disoccupazione allargata comprende tutti i disoccupati Istat e tutti gli inattivi in età da lavoro. La direttrice dell’Ires, Giovanna Altieri, sottolinea come “la crisi abbia dilatato i tempi delle disoccupazione” e come “aumenti il peso di quanti cercano un impiego per un periodo compreso tra 6 e 23 mesi”.

Si è evidenziata, dunque, una caduta drammatica dell’occupazione con 530mila occupati in meno nell’ultimo biennio di crisi, che ha investito prima il lavoro temporaneo e poi le posizioni stabili. I più colpiti sono gli abitanti del Mezzogiorno e le donne.

 Il tasso di disoccupazione femminile lo scorso anno è stato del 9,7%, con il Mezzogiorno in sofferenza al 15,8%. Il tasso di inattività è aumentato notevolmente nel Mezzogiorno con un 49,2%, a fronte del 31,6% nel Centro-Nord.

Tra i colpiti anche le nuove generazioni: l’analisi delle dinamiche occupazionali evidenzia nella fascia tra i 15 e i 34 anni i soggetti in assoluto più penalizzati, infatti  in due anni perdono 854 mila occupati.

Alla presentazione del Rapporto Ires, interviene anche il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni: “Un’enorme area di sofferenza attraversa il mondo del lavoro italiano. Una parte è legata alla crisi, alla sua profondità e durata nel tempo. Ma altrettanta parte del problema è legata alla scelta del passato Governo verso la precarietà, al mancato contrasto al lavoro nero, alla non riforma degli ammortizzatori sociali, alla totale assenza di politiche di sviluppo”.

di Ilaria Eleuteri