L’imposta di bollo sui conti correnti: la guida completa

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L’imposta di bollo sui conti correnti: la guida completa

Uno dei tanti balzelli introdotti dal governo negli anni Settanta per riuscire a incrementare le entrate dello stato è l’imposta di bollo sui conti correnti. Ha fatto molto discutere e ancora oggi risulta essere una questione controversa. Prima di tutto, però, dobbiamo ricordare che esistono conti senza imposta di bollo.

Per molti risparmiatori non è ancora chiaro il funzionamento dell’imposta di bollo. Viene applicata con l’emissione dell’estratto conto o del rendiconto, nonché all’inizio e alla fine dell’anno. Ai conti correnti che non prevedono la presentazione dell’estratto periodico o annuale, l’imposta di bollo viene addebitata al 31 dicembre di tutti gli anni. Il pagamento della somma dovuta allo Stato deve essere corrisposta per ogni rapporto acceso con gli istituti di credito. A ogni conto corrente, quindi, viene applicata l’imposta. C’è tuttavia un limite, come ad esempio la giacenza non superiore a 5 mila euro. In questo caso non si ha l’addebito.

 

Le caratteristiche dell’imposta di bollo

Il tributo dovuto dal cittadino allo Stato non si riferisce a una specifica attività dell’ente pubblico, ma si basa comunque sulla capacità contributiva dell’individuo. L’imposta indiretta mira a colpire la ricchezza delle persone e il suo oggetto è la trascrizione del negozio giuridico sulla documentazione di vario genere che serve a registrare una transazione finanziaria. Le principali caratteristiche dell’imposta di bollo sono tre:

– è un prelievo coattivo effettuato dallo Stato nei confronti del cittadino;

– si applica in occasione di manifestazioni indirette della capacità contributiva del risparmiatore;

– si riferisce all’atto scritto, cartaceo.

 

Il calcolo dell’imposta di bollo

I risparmiatori non hanno le idee chiare neppure sull’importo da pagare periodicamente allo Stato per l’imposta di bollo. A occuparsene è l’istituto di credito, che addebita la somma dovuta sul conto corrente in modo diretto, ma ovviamente ci sono alcune regole per effettuare i calcoli e conoscere indicativamente quanto pagare. Per conteggiare il valore medio bisogna sommare i saldi giornalieri del conto corrente e quindi suddividerli per il numero dei giorni di conteggiati nell’estratto conto oppure per il numero di giorni di detenzione del rapporto con la banca. Questo dato deve essere rapportato alla liquidità media presente su ogni conto corrente posseduto. Valgono anche i conti cointestati, ma ovviamente l’imposta di bollo segue le stesse modalità di calcolo, indipendentemente dal numero di titolari. Tutti i conti correnti sono tassati, fatte le eccezioni, in alcuni casi, per cui la giacenza sia limitata, come accennato, a 5 mila euro. Può accadere che alcune banche propongano promozioni riservate ai nuovi clienti, prevedendo l’azzeramento dell’imposta di bollo. In questo caso significa che la spesa viene accollata direttamente dall’istituto di credito. Solitamente ciò avviene per periodi limitati.

 

Gli importi dell’imposta di bollo

Ai conti correnti viene applicata generalmente un’imposta di 34,20 euro per le persone fisiche, mentre per gli altri soggetti la cifra da pagare si attesta sui 100 euro. Vale anche per i conti di risparmio bancari e postali. Ai conti deposito, invece, si addebita il 2 per mille delle somme depositate. Si tratta di un’aliquota fiscale proporzionale al capitale presente sul conto. Il riferimento per il pagamento è sempre l’estratto conto oppure il rendiconto periodico inviato al cliente dall’istituto di credito.

 

Qualche esempio di chiarimento sull’applicazione

A beneficio della comprensione dei soggetti destinatari e delle modalità di applicazione dell’imposta di bollo, è bene fare qualche esempio con l’indicazione delle diverse situazioni in cui si deve corrispondere il balzello. L’imposta di bollo viene applicata:

– al titolare di un conto corrente e di un libretto di risparmio, presso lo stesso istituto di credito, il cui valore medio di giacenza totale corrisponde a 6 mila euro;

– alla persona fisica che detiene con la medesima banca due rapporti di conto corrente con una giacenza il cui valore medio ammonti a 6 mila euro per ciascun conto, ricevendo estratti conto periodici separati per ogni rapporto intrattenuto con l’istituto di credito;

– al risparmiatore con due conti correnti, di cui uno con una durata annuale e una giacenza media, per i dodici mesi, pari a 10 mila euro, e un altro aperto il 1° novembre con una liquidità media di 15 mila euro.