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Vittime delle bestie…

12/07/2009 | Svevo Ruggeri | Attualità dal Mondo | 60 views   Print This Post Email This Post

stupro_-_violenzaMamme, bambine, sorelle, nonne, fidanzate, mogli e amiche , sono loro le vittime di questa società malata. Ogni anno in Italia si registrano numeri mostruosi di donne che hanno subito violenze sessuali o tentativi di stupro. Non tutte sono ancora vive…e nel piccolo mondo di donne esiste la paura del l’orco chiamato uomo…

Colpevole di creare paura e panico, violento ed infame che per soddisfare i suoi istinti animali violenta, abusa ed uccide. La vita di tante donne che hanno subito violenze cambia, si spezza e spesso rimane difficile andare avanti senza dimenticare o cancellare la paura del mostro.

Lo scenario dove vengono consumate le violenze spazia in molti luoghi. Casa, ufficio e in strada. Ma la stragrande maggioranza delle violenze subite da donne avviene nelle mura domestiche. Sono tante… tante quanto le vittime di malattie croniche, secondo uno studio e conseguente classificazione dell’ISTAT. Per violenza non s’intende solo quella fisica ma anche psicologica. Dettata dall’ignoranza di un “uomo” che rivendica di essere il padrone. Umiliazioni, isolamenti, intimidazioni e tante botte da farti rimpiangere di essere nata donna. Il compagno che si aveva l’illusione di conoscere si trasforma in un mostro che ha bisogno della sua vittima sacrificale. Si sfoga delle frustrazioni della vita: il lavoro che non va bene oppure perché identifica la colpevolezza delle sue mancanze e sconfitte nella donna. Vigliaccheria di chi non sa accettare di essere un fallito. Purtroppo tanti fatti di cronaca ci ricordano tante storie, ma accade che le più siano taciute e non denunciate.

Oltre il 70% delle violenze non viene denunciato ed i colpevolii non vengono puniti. Le cause di questo silenzio sono la vergogna, la paura o perché oramai si è persa la fiducia nelle istituzioni e nella certezza delle pene.

Ma uscire dal silenzio e dall’indifferenza si può e si deve. Altre donne quelle che hanno avuto il coraggio di parlare, chiedono ora di denunciare chi abusa e anche chi ha tentato il gesto. Esistono associazioni che mirano a non lasciare più sole le vittime di violenza.

Oltre alle violenze nelle case dove ognuno “dovrebbe” sentirsi al sicuro c’è un mondo fuori dalla porta ancora più buio è più pauroso. Dove l’indifferenza della gente permette atti vergognosi… “ Tanto a me non succederà mai…”.

Ne è un esempio, e purtroppo non l’unico, l’omicidio Reggiani che ha sconvolto la Capitale.

La signora Giovanna Reggiani ritornava a casa percorrendo un viale che costeggiava il campo Rom. E’ stata selvaggiamente picchiata, violentata ed uccisa da un giovane romeno. Un orribile atto che ha cambiato le vite dei cittadini romani. Sempre a Roma nella fermata metropolitana “la Storta” un’altra vittima di un romeno pregiudicato: una giovane studentessa africana è stata violentata ed accoltellata. La quattordicenne stuprata al parco della Caffarella, sempre a Roma. Ed ancora, notizia più fresca, un orco cittadino italiano, apparentemente innocuo, ha commesso numerose violenze sessuali su giovani donne… è stato individuato ed arrestato con forti indizi di colpevolezza.

Fa indignare il mondo femminile la proposta di un politico di far indossare alle donne un braccialetto antistupro. Una sorta di bracciale della libertà vigilata che al massimo dovrebbe essere indossato dai delinquenti non certo da Noi Donne.

Quello che chiediamo ai politici è solo una presa di coscienza del problema: se fossero state vostre parenti o amanti cosa avreste fatto? Perché non c’è ancora la certezza della pena? Perché le leggi non vengono applicate in base ai reati? Perché non si adottano sospensioni delle riduzioni di pena previste per gli incensurati?

Se prendiamo anche in considerazione l’aspetto religioso cristiano, Dio ha condannato sia la violenza dell’assassinio che quella del desiderare la donna altrui…

Inoltre secondo la Genesi noi donne siamo state create da una costola di un uomo… Ma quante costole ancora dovranno romperci per essere considerate come parte integrante dell’altro sesso?…

E’ difficile credere che tali surrogati di uomini, ignobili, imbecilli, bastardi e senza dignità, abbiano mai avuto un Dio, così come non riconoscono diritti e leggi. Quante “Giovanne” dovranno morire affinché uno Stato si renda conto di una grande emergenza? Non si può vivere in uno Stato che non preveda la certezza della pena: le vittime, altrimenti, muoio due volte.

L’emancipazione femminile ha avuto come obiettivo l’uguaglianza con gli uomini. Allora perché se indossiamo una minigonna o un abito più scollato possiamo essere vittime di un equivoco?

Domande che ancora oggi nel XXI secolo rimangono senza risposta. Quante volte nella cultura comune si sente dire “se l’è andata a cercare…”

Nessuno può permettersi di crearsi alibi per commettere atti criminosi.

L’autonomia di comportamento senza gravi conseguenze è un obiettivo che Noi donne ancora dobbiamo raggiungere.

L’insicurezza del rientro a casa dopo una serata passata con gli amici; il fastidio sul posto di lavoro di essere guardate come oggetto di probabile attenzione sessuale; la certezza di essere osservate con l’intento di trovare consensi ai propri bassi istinti… non si tratta di esagerazioni, ma è una realtà creatasi dalla mancanza di tutela. Serve un piano di emergenza di sicurezza che consenta l’inasprimento della pena per chi delinque in questo campo. Una certezza della pena per chi abusa o tenta di abusare sulle donne. Che sia un parente un amico o un estraneo.

E’ finito il tempo delle chiacchiere… La sicurezza è un impegno che ogni Stato o Governo democratico deve garantire ai propri cittadini in quanto esseri umani. Le vittime che hanno pagato anche con la morte non devono essere dimenticate o ignorate. “…Sogno una società dove tutte le donne possano essere libere, da sguardi e da mani violente. Dove non esista la paura che abbiamo conosciuto in questi anni. Soluzioni vere e concrete che possano migliorare il nostro essere donna. Maggiore disponibilità di Forze dell’Ordine per la protezione dei diritti dei cittadini. Un grande sogno che potrebbe avverasi solo con la volontà dei governanti.” Allora si che potremmo essere considerati cittadini di uno Stato Civile e Libero.

 

 

 

 

 

“ Se anche tu hai subito una violenza rivolgiti al tuo Commissariato di zona. Non lasciare che quella violenza rimanga impunita. Potresti salvare altre vite…”

 

 

di Chiara Ivone

 

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