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Primo gay pride nella storia del Nepal

01/09/2010 | Svevo Ruggeri | Attualità dal Mondo | 140 views   Print This Post Email This Post
NEPALESE_GAYPer la prima volta nella storia del Paese la comunità LGBTQ ha manifestato pubblicamente il suo orgoglio

Si è tenuto lo scorso 22 agosto il primo storico gay pride in Nepal. Un evento storico per varie ragioni.
Innanzitutto per la data, che non è affatto casuale.

Quel giorno, infatti, il Nepal celebra il festival di Gai Jatra, durante il quale si commemorano i defunti. Si tratta di una commemorazione tutt’altro che triste e dolorosa: il Gai Jatra ospita infatti eccentriche sfilate per le vie delle città, nelle quali non è raro, tra l’altro, imbattersi in ragazzi abbigliati con bellissimi abiti femminili. Lo spirito velatamente sovversivo della ricorrenza (che ricorda vagamente i capovolgimenti dell’ordine costituito tipici dei carnevali occidentali) ha fatto sì che, nel corso degli anni, il Gai Jatra diventasse occasione per esprimere le proteste e la satira politica di una popolazione il cui diritto di espressione era andato riducendosi. Probabilmente per questa ragione, il 22 agosto è sembrata la data più adatta per il primo gay pride nepalese.
La Blue Diamond Society, attiva nella lotta per la rivendicazione dei diritti delle minoranze sessuali in Nepal, ha così portato per le strade di Kathmand circa duemila persone (stando alle stime della polizia locale) proprio in concomitanza di una delle celebrazioni religiose più antiche, tra quelle festeggiate da indù e buddhisti.
Si tratta decisamente di un evento cruciale nella storia, nella cultura e nella società nepalese. Un evento cruciale che è stato ben lieto di onorare con la sua presenza Sunil Babu Pant, deputato dichiaratamente omosessuale e instancabile attivista dei diritti gay. La presenza di Sunil Babu Pant fa riflettere sulla portata politica di questa manifestazione. La Corte Suprema nepalese si è espressa favorevole alle unioni tra persone dello stesso sesso, già dal novembre del 2008. La nuova Costituzione dovrebbe quindi sancire questo diritto civile, ma le difficoltà politiche che il Paese sta incontrando per la sua approvazione stanno portando a un conseguente ritardo di tutte le riforme sociali. A dover attendere non sono solo coloro i quali vogliono convolare a nozze, ma anche i transessuali, a cui dovrebbe essere riconosciuto il diritto di registrarsi nei documenti ufficiali come un terzo sesso.
In attesa della nuova Costituzione e del riconoscimento dei propri diritti, la comunità LGBTQ nepalese è scesa per le strade della capitale per manifestare il proprio orgoglio, accanto a quanti hanno viaggiato dall’India, dal Giappone o dall’Europa per prendere parte al primo gay pride della storia del Nepal.

di Silvestro Capurso

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