Il 2010? L’anno più caldo della storia
Dalla Conferenza sul clima di Cancun arriva l’allarme, anche per l’Italia: estati sempre più bollenti
Siamo alla vigilia di una nuova era geologica, forse.
Scienziati ed esperti metereologi di tutto il mondo cercano ormai da anni di informare sui rischi a cui si sta andando incontro a causa dell’aumento della temperatura terrestre: effetto serra, emissioni di CO2, surriscaldamento del pianeta. Tutti fenomeni che conosciamo bene, almeno in teoria, ma che purtroppo continuano ad essere ignorati dai “grandi” della Terra, ancora incapaci a mettersi d’accordo per realizzare sforzi comuni tesi ad abbattere le emissioni di anidride carbonica e contenere così l’aumento della temperatura.
Arrivano da Cancun, dove si è svolta la Conferenza mondiale sul clima, notizie ancor peggiori. Michel Jarraud, capo dei metereologi del mondo in quanto segretario generale della WMO (World Meteorological Organization), evidenzia che il 2010 sarà ricordato come l’anno più caldo della storia, o quantomeno dal 1850, anno in cui si è cominciato a misurare ufficialmente il clima mondiale e a registrare un aumento costante della temperatura. Nello specifico, l’ultimo decennio 2001-2010 ha portato un aumento medio della temperatura di oltre mezzo grado, accelerando di gran lunga il ritmo storico di crescita. Tutta colpa dell’inquinamento. Continuando così, si arriverà allo scioglimento totale dei ghiacciai nel 2050.
E non ci illudiamo che le piogge incessanti di questi giorni stiano rappresentando un cambio di rotta: sono solo “fenomeni di fluttuazione”, a detta dell’esperto. «I Paesi del Mediterraneo avranno un destino comune. L’Italia dovrà aspettarsi estati bollenti e ondate di caldo destabilizzanti», spiega Jarraud, pronto a lanciare un fatale avvertimento. Attenzione, sono bastati soltanto sei gradi di differenza per passare dall’era glaciale ai giorni nostri!
di Teresa Gentile










