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C’erano una volta le “figlie di papà”…

05/06/2009 | Svevo Ruggeri | Attualità dal Mondo | 40 views   Print This Post Email This Post

Sophie_AusterC’erano una volta le care, vecchie, rassicuranti “figlie di papà”. Quelle che vivevano di rendita, che passavano i giorni a coccolarsi dal parrucchiere e le notti ad ubriacarsi nei locali esclusivi, incapaci di scendere dalle loro Bentley senza mostrare ai fotografi di aver dimenticato la biancheria intima a casa.

Se siete stanchi di vedere le ossigenate figlie di papà tutte casa, shopping e carte di credito, sarete contenti di sapere che si stanno estinguendo. O meglio stanno cedendo il passo ad una nuova generazione di rampolle, che anziché passare il tempo ad usurare la carta di credito di famiglia, trascorrono le loro serate chine sui libri.  


Pensate a Sophie Auster, classe 1987, figlia del geniale  autore-regista-sceneggiatore Paul e della scrittrice norvegese Siri Hustvedt: oltre ad essere ricca, l’erede di questa borghese famiglia di intellettuali newyorkesi, è anche incredibilmente bella. Così bella da ritrovarsi, per puro caso, sulle passerelle dei più grandi stilisti. Ma alle serate mondane e alla vita frivola, preferisce la sostanza: legge moltissimo, mangia sano, non si droga, non fuma e recita solo in film d’autore. D’altronde quando il talento c’è, è impossibile non notarlo: il primo a rendersi conto di avere a che a fare con un enfant prodige fu proprio  il  padre che la volle, all’età di soli 11 anni e senza la minima esitazione, nel suo film “Lulu on the bridge”. Ma la bella e intellettuale Sophie sente che il cinema non è abbastanza per esprimere appieno la sua personalità. Pensa che ti ripensa, capisce che è giunto il momento di fare un salto di qualità e di approdare in quella terra promessa dove tutte le “figlie di papà” , prima o poi, trovano asilo politico e un assegno a sei zeri: l’industria discografica. E così nel 2004 Sophie Auster debutta con il suo album omonimo, in cui canta e recita poesie di Apollinaire, di canzonieri francesi medievali e, ovviamente,  del  padre. Sul  sito dichiara  di ispirarsi  a Kate Bush e a Fiona Apple, di vestire il suo esilissimo corpo  solo con jeans, magliette e scarpe basse e di essersi presa una pausa di riflessione dalla scuola per dedicarsi esclusivamente alla musica. Ai  fan assicura che sta lavorando sodo al nuovo disco, ma non esclude una carriera da scrittrice, quando sarà abbastanza matura e avrà qualcosa da dire. Adesso dite la verità: non sentite un po’ di nostalgia per le care, vecchie, rassicuranti “figlie di papà”  in stile Paris Hilton?

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